Nyt: “Gli Usa si ritireranno prima dall’Afghanistan”. Obama smentisce

Pubblicato il 13 Marzo 2012 20:23 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2012 20:49

NEW YORK, 13 MAR – Per il New York Times, il massacro di Kandahar rischia di accelerare il ritiro dall' Afghanistan, visti i rischi e le tensioni. Ma l'exit strategy non cambia, assicura il presidente Barack Obama dopo la strage di civili afghani compiuta da una soldato americano.

Con ampio rilievo, il Nyt ha scritto oggi che la sua amministrazione starebbe considerando una ''accelerazione'' del ritiro, e il presidente, Comandante in Capo delle forze Usa, ha cosi' dovuto ribadire: ce ne andremo in maniera''responsabile'', per evitare di dover poi ''tornare indietro''. Parlando davanti alle telecamere per la prima volta dopo il massacro, Obama ha detto oggi che gli Stati Uniti hanno ''il cuore a pezzi'' per quanto e' accaduto, che l'America considera la vicenda come se le vittime fossero ''suoi cittadini'' e che chiunque sia responsabile di quanto e' accaduto ''sara' giudicato con tutto il rigore della legge''.

Poi, la risposta agli scettici e ai critici: ''E' evidente – ha detto il presidente – che stiamo facendo fronte ad una sfida difficile in Afghanistan, ma sono fiducioso che possiamo raggiungere i nostri obiettivi, proteggere il nostro Paese, e mettere fine a questa guerra in maniera responsabile''. Gia' alcune ore prima, un portavoce della Casa Bianca aveva smentito che sia in corso una revisione della strategia in Afghanistan, soprattutto riguardo all'accelerazione del ritiro delle truppe Usa, con un evidente riferimento a quanto scritto oggi dal New York Times.

Secondo il quotidiano, le discussioni all'interno dell' amministrazione per accelerare la riduzione delle forze Usa nel teatro afghano vanno avanti in realta' da settimane, sulla scia della vicenda dei marines che urinano sui cadaveri dei talebani prima, e dello scandalo dei corani bruciati dai militari Usa. Attualmente, gli Usa hanno circa 90 mila soldati in Afghanistan, di cui 22 mila dovrebbero tornare a casa entro settembre. Gli altri 68 mila verranno ritirati ad ''un ritmo costante'', ha sempre detto il presidente, fino a quando, entro il 2014, la responsabilita' della sicurezza non sara' stata totalmente trasferita alle autorita' afghane.

Secondo il NYT, la Casa Bianca starebbe pero' considerando un ulteriore ritiro fino ad un massimo di altri 20 mila soldati entro il 2013, mentre il vice presidente Joe Biden spingerebbe per una forte riduzione delle truppe e di un maggiore ruolo di ''sostegno'' alle forze afghane da parte di squadre speciali, per raid mirati. Dall'altro lato, i capi militari vorrebbero invece avere sul campo piu' truppe il piu' a lungo possibile.

Di certo, l'argomento sara' al centro del vertice della Nato del 20 e 21 maggio a Chicago, in cui Obama dovrebbe annunciare un cambio di 'focus' della missione, con le truppe piu' concentrate su antiterrorismo e addestramento delle forze afghane. In questo quadro, anche il segretario alla difesa Leon Panetta ha assicurato che la strategia non cambia. ''La guerra e' un inferno. Questi incidenti capitano in ogni guerra. Sono terribili. Questa non e' la prima volta, e probabilmente non sara' l'ultima'', ha detto ai giornalisti, per poi aggiungere: ''Ma non possiamo consentire che a questi eventi di minare la nostra strategia, o la missione in cui siamo impegnati''.