Obama: Cauto apprezzamento dai democratici, gelo totale dai repubblicani

Pubblicato il 28 Gennaio 2010 14:57 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2010 14:57

«Un discorso per accontentare un poco tutti». Questo il commento di Arianna Huffington, direttrice e proprietaria dell’omonimo sito, tra i più influenti d’America, al discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato mercoledi sera dal presidente Barack Obama.

Intervistata al popolare show ”Larry King Live”, la Huffington – che è democratica – è stata dura col suo presidente soprattutto perché secondo lei non ha messo nella dovuta evidenza le necessità della classe media.

«Invece avrebbe dovuto mettere questo problema al primo posto – ha continuato – perché la classe media si trova in gravi difficoltà e il presidente deve pensare ad aiutarla».

Soddisfatto si è invece detto il commentatore politico della Msnbc, Chris Matthews, anche lui democratico, il quale si è detto «orgoglioso» che a pronunciare il discorso in senato fosse un nero «Se torno indietro con la memoria, ricordo che fino agli anni Sessanta non c’era neanche un nero in Congresso». Guardando Obama parlare, ha aggiunto, «mi sono sentito fiero della strada che abbiamo fatto».

Chi invece giudica il discorso pessimo sono i rivali del presidente, i repubblicani, che l’hanno accolto con gelo. Anche quando Obama ha enumerato i risultati positivi della sua politica, scherzando sul fatto che il salvataggio delle banche durante la crisi «è stato tanto popolare quanto andare dal dentista a farsi levare un dente», oppure il progetto di aumentare le tasse per i colossi di Wall Street, o anche ricordando i tagli alle tasse effettuati per le famiglie dei lavoratori.

Su quest’ultimo argomento Obama ha raccolto gli applausi della metà democratica del Congresso riunito in seduta plenaria, ma silenzio totale da parte dei repubblicani. Obama si è allora permesso dell’ironia. «Pensavo che almeno sull’argomento delle tasse avrei raccolto qualche applauso anche da quella parte», ha detto puntando il dito verso lo schieramento del partito avversario.