Obama e la sua nuova guerra nel cyber-spazio, zar contro hackers

Pubblicato il 29 maggio 2009 22:45 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2009 1:02

C’e’ una guerra che Barack Obama non vuole assolutamente perdere, insieme a quelle in Afghanistan e in Iraq. E per vincerla il presidente americano deve predisporre difese in patria, come fece Bush dopo l’11 settembre, ma senza aprire carceri come Guantanamo, nè ridurre lo spazio dei diritti di libertà.

I nemici che Obama si prepara a fronteggiare con un ‘surge’ (la ‘grande ondata’ di soldati che rilanciò le sorti della guerra in Iraq) di soldi e cervelli sono quelli che arrivano dal cyberspazio, gli hacker che periodicamente mettono a rischio la rete telematica americana, le transazioni bancarie, quelle azionarie di Wall Street e la sicurezza nel controllo del traffico aereo. Per fare tutto questo servono soldi, ‘soldati’ e una testa pensante, in grado di coordinare e ben utilizzare i milioni di dollari che l’amministrazione Obama ha deciso di impegnare in questa direzione.

Sarà uno zar, lo zar del cyberspazio, che dovrà coordinare le politiche destinate a proteggere gli Usa e la sua rete telematica in ipotetiche “cyberguerre” del futuro. Perchè la sicurezza nel cyberspazio, ha detto Obama presentando l’iniziativanel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, è una “priorita’ nazionale” di fronte ai pericoli di quelle che chiama “le armi di sabotaggio di massa”, i virus introdotti dagli hacker. E a conferma della delicatezza dell’incarico, il novo zar -ha detto Obama- farà parte del Consiglio di Sicurezza Nazionale e anche del Consiglio Nazionale Economico (entrambi organismi della Casa Bianca).