Usa, elezioni. I democratici temono che in campagna elettorale Obama sia controproducente

Pubblicato il 2 agosto 2010 10:09 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2010 10:33

In vista delle importanti elezioni di medio-termine previste a novembre, i democratici hanno un problema: se per farsi eleggere o rieleggere alla camera ed al senato conviene avere l’aiuto del presidente Barack Obama, la cui popolarita è in calo.

Se lo chiede lo stesso capo della Casa Bianca, il quale giorni fa ad un pranzo offerto a nove candidati democratici ha detto: ”Può darsi che non vogliate nemmeno che venga nel vostro distretto”.

A tre mesi dalle elezioni, il presidente sta aumentando la sua partecipazione nella battaglia per conservare la maggioranza democratica al Congresso, ma i suoi più stretti consiglieri gli dicono che dovrebbe concentrarsi nel formulare un messaggio, nel raccogliere fondi e nel motivare gli elettori piuttosto che fare fugaci apparizioni di distretto in distretto.

I candidati democratici sperano che gli argomenti dibattuti durante le loro campagne elettorali siano i benefici della riforma sanitaria, lo stimolo federale per combattere la crisi economica – che però è lungi dall’essere finita, specialmente per quanto riguarda l’alto tasso di disoccupazioe – e il timore che votando per i repubblicani significhi il ritorno delle politiche dell’ex-presidente George Bush.

Insomma, gli uomini più vicini al presidente stanno cercando di capire qual’è il giusto mezzo tra il ruolo di Obama per mobilitare gli elettori e la necessità di evitare che diventi una presenza controproducente.

D’altra parte, sono ancora molti i democratici che chiedono l’intervento attivo del presidente e della sua squadra, ma che hanno qualche dubbio sulla reale volontà di Obama di vincere a novembre e non pensare invece innanzitutto alla sua rielezione nel 2012. Svariati parlamentari lamentano che le richieste per organizzare raccolte di fondi ed altri tipi di aiuto si perdono nei meandri della burocrazia e non sono concessi che dopo ripetute insistenze.

Perfino il ruolo di Michelle Obama è diventato motivo di tensione tra alcuni democratici e la Casa Bianca. I leader del partito ritengono che potrebbe essere di grande aiuto per indurre le donne a votare. Eppure la Casa Bianca non ha finora accettato alcun richiesta di farle fare campagna elettorale per i democratici o se avrà in effetti un ruolo nelle elezioni di medio-termine.

In questi giorni le discussioni tra i democratici riguardano il quesito se sarà producente che Obama prenda parte attiva alla campagna e dove eventualmente potrebbe andare in base alla sua popolarità ed alle situazioni locali. E per la prima volta da quando comparve sulla scena politica sei anni fa il consenso è che non potrà recarsi ovunque voglia.