Obama: “I giornali vanno aiutati”. Duro attacco ai blogger: “Rispettino l’etica professionale”

Pubblicato il 22 Settembre 2009 10:53 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2009 10:53

Le elezioni,  almeno a quanto dicono gli esperti, le ha vinte anche grazie al web. Ma, alla resa dei conti, il presidente Barack Obama, ha scelto il vecchio giornalismo “cartaceo” e sferrato un duro attacco contro i blogger.

Per arrestare la crisi del settore editoriale, infatti, Obama sta pensando ad una serie di aiuti al settore della carta stampata piegata dalla crisi e dal calo della pubblicità e dei lettori. Almeno per quei settori che accettino di ristutturarsi profondamente trasformandosi in enti “no profit”.

In una serie di interviste rilsaciate alla stampa americana il presidente si è detto «appassionato di giornali». Alla carta stampata, per Obama, serve un aiuto per «affrontare la sfida».

I quotidiani, secondo il presidente, sono fondamentali per la loro capacità di offrire «integrità giornalistica, cronache basate sui fatti e indagini svolte con serietà». E lo Stato deve interessarsi del problema di «chi paga per avere tutto questo».

Duro attacco, invece, al giornalismo web e alla comunità dei blogger in  particolare. Il primo problema del nuovo giornalismo, secondo il presidente «è il rispetto dell’etica da parte dei nuovi media».

«Sono molto preoccupato per il tipo di informazione che circola nella blogosfera – ha dichiarato Obama – dove si trova ogni sorta di informazioni e opinioni senza che vengano verificate, con il risultato di portare gli uni a gridare contro gli altri, rendendo più difficile la comprensione reciproca».

Ma le critiche di Obama, secondo molti, sarebbero la risposta agli attacchi che, proprio dal mondo dei blogger arrivano al presidente sul tema della riforma sanitaria. Accuse che la Casa Bianca ritiene «non aderenti alla realtà», come la volontà di nascondere nella nuova legge cavilli per consentire il finanziamento pubblico degli aborti o l’assegnazione di polizze sanitarie pubbliche agli immigrati illegali.