Obama in Cina risponderà a studenti su basket e Tibet

Pubblicato il 13 Novembre 2009 9:38 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2009 9:38

Obama mostra una maglia da pallacanestro

Non saranno solo il complesso rapporto con la Cina e le tensioni tra le Coree a caratterizzare il viaggio di Barack Obama in Asia. Il presidente, infatti, risponderà anche ad un gruppo di  giovani cinesi che gli chiederanno di spiegare la posizione degli Stati Uniti sul Tibet e su Taiwan.

Non solo: ad Obama verranno rivolte anche  più personali sul suo fratellastro – che ha presentato pochi giorni fa in Cina la sua autobiografia – e sulle sue opinioni in materia di pallacanestro, uno sport molto seguito in Cina da quando il più popolare campione locale, Yao Ming, è andato a giocare negli Usa.

Questo, almeno è quanto emerge dalle inchieste di alcuni siti web governativi cinesi, che hanno chiesto al pubblico di «suggerire» delle domande agli studenti che, lunedì 16 novemnbre, a Shanghai, avranno la possibilità di rivolgersi direttamente ad Obama.

Il presidente americano sbarcherà domenica sera nella metropoli costiera, prima tappa del sua visita di quattro giorni in Cina. È stato lo stesso Obama ad insistere per per poter incontrare di persona dei giovani, probabilmente saranno alcune centinaia, nel corso del suo viaggio. In Cina un’iniziativa come questa è strettamente controllata dal governo e le proposte di domanda ne risentono.

«Incontrerà il Dalai Lama o rispetterà i sentimenti del popolo cinese?» propone un internauta intervenuto sul sito web del Quotidiano del Popolo riflettendo nel contenuto e nel linguaggio la posizione ufficiale cinese che ritiene il leader tibetano un secessionista. Altri suggeriscono di rivolgere al presidente domande su Taiwan – «quando gli Usa abbandoneranno la legge su Taiwan (che li obbliga ad intervenire militarmente a fianco di Taipei in caso di attacco militare cinese)?».

Un altro tema favorito dai suggeritori – e dal governo – sono le dispute commerciali ed il protezionismo, anche questo uno dei cavalli di battaglia del governo di Pechino. I pochi che si discostano dalle domande “politicamente corrette”, chiedendogli un opinione su Yao Ming e sulla possibilità che la sua squadra, gli Houston Rockets, vincano la prestigiosa Nba e cosa pensa del libro di un suo fratellastro, presentato pochi giorni fa in Cina, con il chiaro obiettivo di sfruttare l’onda della curiosità verso il primo presidente nero degli Usa.