Medio Oriente: “Altri leader faranno la fine di Mubarak e Ben Alì”. Obama intende Gheddafi?

Pubblicato il 19 Maggio 2011 19:42 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2011 19:50

Barack Obama

WASHINGTON – Sei mesi dopo l’inizio della “primavera araba”, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama torna a parlare all’Islam. “Quando abbiamo scovato Bin Laden, il mondo arabo vedeva già al Qaeda come un vicolo cieco”, ha spiegato Obama. “Osama Bin Laden rifiutava la democrazia e i diritti individuali dei musulmani in favore dell’estremismo violento. Già prima della sua morte al Qaeda stava perdendo la battaglia per essere rilevante. Osama Bin Laden era un assassino di massa e non un martire. Noi abbiamo dato il colpo di grazia ad al Qaeda”.

“Il futuro degli Usa – ha aggiunto il presidente americano -è legato al Medio Oriente e a quello che sta succedendo nella regione nordafricana. Per sei mesi abbiamo osservato cambiamenti straordinari in Medioriente e in Nordafrica. Due leader sono stati spodestati e altri possono seguire”.  “Se gli Stati Uniti, in accordo con la comunità internazionale e sotto mandato dell’Onu, sono intervenuti in Libia, è stato perchè Muammar Gheddafi aveva promesso di trattare la sua gente come topi, e aveva intenzione di mantenere quella promessa. In Libia abbiamo evitato un massacro ancora più grande. La strategia della repressione non funziona più, ma ci vorranno anni per trasformare il Medio Oriente”.

Quindi un messaggio ad Assad: “Stop alle violenze e agli abusi in Siria. Assad deve scegliere: o guidare una transizione democratica o lasciare il potere”. Avvertimenti anche a Bahrein e Yemen: “Il governo deve offrire un dialogo reale all’opposizione. Saleh rispetti gli impegni presi per la transizione al potere”. Sull’Iran invece Obama spiega: “Il regime di Ahmadinejad è ipocrita, appoggia le proteste per i diritti all’estero e le sopprime in casa. Le prime proteste pacifiche sulle strade di Teheran hanno portato a violenze nei confronti di uomini e donne e a gente innocente in carcere. Continueremo a insistere sul fatto che gli iraniani meritano i diritti universali, e il governo non può soffocare le loro aspirazioni”.

“Per israeliani e palestinesi è tempo che vi siano due Stati per due popoli, capaci di vivere uno fianco all’altro in pace e sicurezza. I negoziati devono ricominciare. La pace è più importante che mai. Israeliani e palestinesi devono attenersi ai confini stabiliti nel 1967. Il futuro stato Palestinese dovrà essere smilitarizzato”.

Il presidente degli Stati Uniti ha infine annunciato che “la politica Usa sarà promuovere le riforme in tutta la regione e la transizione alla democrazia”. “Se in Medio Oriente sono nate e si sono sviluppate proteste che hanno attraversato molti Paesi, non è stata l’America a provocarle, ma quelle proteste sono nate spontaneamente dalla gente che chiede libertà e democrazia”.

“Abbiamo chiesto a Fmi e Banca mondiale di presentare un piano di aiuti per Egitto e Tunisia che verrà presentato la settimana prossima al G8 di Deauville. Anche l’Opec aiuterà questa iniziativa che, tra l’altro, prevede fondi imprenditoriali di investimento nei due paesi”. Obama ha anche detto che aiuterà i due paesi a recuperare gli asset perduti. Il presidente ha poi annunciato che gli Usa annulleranno 1 miliardo di dollari di debito estero dell’Egitto: “Non vogliamo che un Egitto democratico abbia il fardello dei debiti del passato. Quindi toglieremo all’Egitto fino a un miliardo di dollari di debito e lavoreremo con i nostri partner egiziani per investire queste risorse. E garantiremo un miliardo di dollari in prestiti per finanziare infrastrutture e creazione di lavoro”.