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Obama: una tenda per proteggersi (ovunque) da spie e microspie

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 11 Novembre 2013 12:17 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2013 12:24
Obama: una tenda per proteggersi (ovunque) da spie e microspie

Barack Obama nella tenda di sicurezza (Foto ufficiale della Casa Bianca)

ROMA – Di spie Barack Obama ne sa certamente qualcosa. Non ci voleva il Datagate per scoprirlo. Bastava vedere la sua tenda di sicurezza, da anni nel suo bagaglio di viaggio: all’apparenza una sorta di tenda da campeggio, in realtà un involucro per isolare e custodire comunicazioni e colloqui sensibili da orecchie e occhi indiscreti. Simile a quella che è stata trovata, e subito smantellata, sul tetto dell’ambasciata britannica a Berlino, e che ha fatto finire anche Londra nell’occhio del ciclone di Angela Merkel.

Dotata di congegni che emettono rumori per confondere eventuali cimici e microfoni, la tenda oscura anche possibili riprese di telecamere. Una volta entrato sotto il basso soffitto morbido della sua tenda di sicurezza Obama è libero di dire quel che vuole. Se la porta dietro in albergo, e quando serve la fa allestire in una suite e lì può incontrare i suoi collaboratori. Come ha fatto nel 2011, durante il viaggio a Rio de Janeiro con il segretario di Stato Hillary Rodham Clinton e il segretario della Difesa Robert Gates per parlare dell’attacco aereo in Libia lanciato pochi giorni prima.

Secondo il New York Times la tenda di sicurezza sarebbe stata usata per la prima volta negli anni Novanta dall’allora direttore della Cia George Tenet nelle sue trasferte in Medio Oriente per i colloqui con Arafat. La Cia insisteva molto perché Tenet usasse la tenda in Israele, considerati i sofisticati sistemi di spionaggio di Gerusalemme.

Come ha spiegato un diplomatico americano al New York Times, “operiamo sempre sapendo che tutto quello che diciamo al cellulare o facciamo con un BlackBerry verrà probabilmente letto da qualcuno da qualche parte, o da più di qualcuno”.