Obama ribadisce: il ”waterboarding” è una tortura, ”non ci serve”

Pubblicato il 15 Novembre 2011 18:53 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2011 18:53

Il ''waterboarding'', o finto annegamento

HONOLULU, STATI UNITI – ”Il waterboarding e’ tortura, non ne abbiamo bisogno”. Barack Obama toglie di mezzo ogni dubbio, ribadendo la sua netta opposizione a una pratica molto in uso durante la presidenza Bush, utilizzata dagli inquirenti americani sui sospettati di terrorismo. Il presidente torna sulla questione durante il Forum di cooperazione dell’Asia-Pacifico (Apec), riunito a Honolulu.

Obama viene provocato dai giornalisti all’indomani dell’ennesimo dibattito, il decimo in pochi mesi, tra i candidati repubblicani alla Casa Bianca, che ha registrato una divisione tra i potenziali aspiranti alla presidenza anche sul ricorso alla tortura. Non sono mancati coloro i quali hanno pubblicamente caldeggiato che il waterboarding, ovvero l’annegamento simulato venga reintrodotto come tecnica di interrogatorio. Herman Cain, ad esempio, s’e’ detto a favore del waterboarding, definendola una tecnica di interrogatorio potente, efficace.

Favorevole alla sua applicazione anche Michelle Bachmann, l’eroina del tea party, da settimane in competizione con l’ex ‘re della pizza’ nero per accaparrarsi il voto degli estremisti anti-tasse: ”Con il presidente Obama e’ come se avessimo deciso di perdere la lotta contro il terrorismo. Questa – ha detto l’unica donna in lizza – non e’ la mia strategia”.

Poi e’ andata oltre, sottolineando che il waterboarding ha consentito di ottenere informazioni importanti per il paese e quindi va ripreso. Piu’ sfumata la posizione del governatore del Texas, Rick Perry. Malgrado si sia dichiarato contrario alle torture, ha aggiunto di essere favorevole alle tecniche di interrogatorio forti, soprattutto se consentono di ottenere informazioni in grado di salvare la vita dei soldati americani.

Un approccio prudente, che tuttavia non fara’ risorgere il governatore nei sondaggi, tenuto conto che da giorni tutta l’America lo prende in giro per non essere riuscito a ricordare il terzo ministero che vorrebbe tagliare, una volta eletto alla Casa Bianca. Nelle ultime ore, le immagini della sua incredibile amnesia e la conseguente gaffe in diretta tv fanno il giro delle tv e sono le piu’ cliccate su Youtube. Contrari al waterboarding si sono detti solo due dei candidati repubblicani alla nomination: il libertario Ron Paul e l’ex ambasciatore in Cina Jon Huntsman.