Pakistan/ Basta barzellette contro il presidente Zardari: si rischiano 14 anni di galera

Pubblicato il 22 Luglio 2009 19:39 | Ultimo aggiornamento: 22 Luglio 2009 19:57

Diceva Cesare Marchi: «É difficile far ridere al giorno d’oggi. É molto più facile far piangere: basta una cipolla». Ne sanno qualcosa in Pakistan, dove sarà vietato ridere. Non di tutto, ovvio. Semplicemente non si potrà nominare il nome di Asif Zardari invano. Tantomeno con scopi umoristici. Chi verrà colto sul fatto mentre scrive o spedisce battute contro “la leadership politica del Paese” potrà essere condannato a una pena detentiva fino a 14 anni di carcere.

Il ministro degli Interni Rehman Malik ha annunciato regole più severe su stampa e comunicazioni via mail e via sms. Il giro di parole nasconde l’intenzione di proteggere da qualsiasi forma di ironia il presidente Asif Zardari. I movimenti per la protezione dei diritti umani già protestano, definendo la nuova normativa come una “svolta autoritaria” del governo. Comprensibile, ma forse l’effetto è sortito: di fronte a un limite della libertà di questo tipo, è proprio difficile riderci sopra.