Pakistan, elezioni: torna al potere Sharif, il “Leone del Punjab”

Pubblicato il 12 Maggio 2013 10:48 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2013 10:50
Nawaz Sharif

Nawaz Sharif

ISLAMABAD  – La Lega musulmana pachistana (Pml-N) dell’ex premier Nawaz Sharif si è aggiudicata le elezioni generali in Pakistan che si sono tenute ieri 11 maggio. La giornata è stata caratterizzata da episodi di violenza, molti promossi dai talebani, che hanno causato quasi 40 morti.

Il successo elettorale del ‘Leone del Punjab’, come è conosciuto Sharif, è apparso via via più netto con il passare delle ore e in serata una stima elaborata da GEO Tv assegnava provvisoriamente al Pml-N 117 seggi, mentre il Partito del popolo pachistano (Ppp) ne otteneva 35, uno di più del Movimento per la Giustizia (Pti) dell’ex campione di cricket Imran Khan (che ha riconosciuto la vittoria dell’avversario).

L’eccezionalità dell’appuntamento è stata segnata da quella che sembra essere la più consistente affluenza alle urne registrata dal 1977, il 60%. Ed anche dal fatto che il voto ha convalidato la prima transizione democratica nel Paese in 66 anni di indipendenza, oltre la metà dei quali trascorsi sotto regimi dittatoriali. Parlando ai suoi sostenitori a Lahore, Sharif ha rivendicato la vittoria ed ha auspicato che il computo finale dei seggi – ne dovranno fra l’altro essere distruibuiti, in proporzione ai voti ottenuti, 60 riservati alle donne – ”permetta al movimento di governare da solo perché le coalizioni non sono la soluzione dei problemi” del Paese.

E il politologo Salim Safi ha osservato che le rivalita’ fra il Pml-N e gli altri due partiti (Pti e Ppp) ”sono tali da escludere che possano collaborare in una coalizione, per cui Sharif dovrà pescare fra i partiti minori e gli indipendenti, rendendo più difficile costruire una alleanza coesa”.

La chiusura dei seggi è stata posticipata di un’ora per permettere a tutti di esprimere il proprio diritto, ed al termine il segretario della Commissione elettorale (Ecp), Ishtiaq Ahmed, ha detto con malcelato orgoglio che ”il 99% dei seggi (in tutto quasi 70.000) ha funzionato bene e senza brogli, mentre restano aperte varie questioni per il restante 1%”. Il responsabile ha comunque ammesso che ”a Karachi (teatro di attentati e disordini) non siamo stati capaci di assicurare un normale svolgimento delle votazioni”.

Ancora una volta è emersa la drammatica questione della partecipazione femminile, in molte province ampia e libera, ma con gravi ostacoli nel nord-ovest e nelle zone tribali. Il peggio e’ stato raggiunto nel Waziristan settentrionale dove, per ordine dei talebani, nessuna delle oltre 11.000 donne aventi diritto ha potuto varcare la soglia dei seggi.

Gli insorti hanno cercato anche di mettere in pratica le minacce di sabotaggio delle elezioni, attaccando in particolare i candidati dei partiti laici, e la loro ‘bestia nera’, il Partito nazionale Awami (Anp,) che pesca elettori nella stessa base pashtun influenzata dai talebani.

Gli analisti hanno sottolinato che tutta la coalizione di governo sembra uscire penalizzata dal voto perché oltre al Ppp, anche le altre due formazioni politiche coinvolte nel 2008 (Mqm e Anp) registrano fortissime perdite di seggi. Discorso a parte invece per il Pti di Khan, che aveva boicottato le precedenti elezioni per l’Assemblea nazionale, e che esce con onore dalla contesa elettorale. Sul piano delle violenze, infine, Karachi ed il Baluchistan hanno fatto la parte del leone nel computo delle vittime, sommando da soli 30 delle 49 vittime registrate nella giornata dell’11 maggio.