Il Papa non è più nelle liste dei donatori d’organi: “Dopo l’elezione la sua iscrizione è decaduta”

Pubblicato il 3 Febbraio 2011 17:41 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2011 17:47

CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa non potrà più donare organi: l’iscrizione di Joseph Ratzinger nella lista dei donatori è da ritenersi non più valida, dopo l’elezione di questi al pontificato. Lo spiega la Radio vaticana nell’edizione tedesca del suo radiogiornale, riferendo che una lettera per smentire indiscrezioni inopportune è stata indirizzata dal segretario del Papa, mons. Georg Gaenswein, al dottor Gero Winkelmann, medico cattolico di Monaco di Baviera.

Il dottor Winkelmann aveva fatto riferimento alla carta di donazione di organi firmata da Ratzinger quando non era ancora Papa, in articoli e conferenze organizzati per promuovere la donazione degli organi per i trapianti. ”Se è vero che il Papa possiede una carta di donazione di organi – scrive monsignor Gaenswein – è vero anche, contrariamente ad alcune affermazione pubbliche, che con l’elezione del card. Ratzinger a capo della Chiesa Cattolica, ipso facto essa è diventata obsoleta”.

Era stato l’allora cardinale Ratzinger nel ’99 a raccontare ai giornalisti di essere iscritto alla lista dei donatori di organi, considerando la donazione per i trapianti ”un atto gratuito di affetto, di disponibilità”. ”Donare gli organi per i trapianti, spontaneamente, in piena coscienza e in piena consapevolezza, disse in quell’occasione, significa dar vita ad un vero, profondo atto d’amore verso il prossimo”.

Da Papa, nel 2008, ricevendo i partecipanti a un congresso internazionale sui trapianti, Benedetto XVI definì la donazione di organi ”una forma peculiare di testimonianza della carità”, e spiegò che ”deve essere gratuita, volontaria e rispettosa della salute e della dignità del donatore”.

”In un periodo come il nostro, spesso segnato da diverse forme di egoismo – disse ancora – diventa sempre più urgente comprendere quanto sia determinante per una corretta concezione della vita entrare nella logica della gratuità”.