Papa Francesco, mail su “messicanizzazione” dell’Argentina. E’ caso diplomatico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2015 23:37 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2015 23:37
Papa Francesco, mail su "messicanizzazione" dell'Argentina. E' caso diplomatico

Papa Francesco, mail su “messicanizzazione” dell’Argentina. E’ caso diplomatico

BUENOS AIRES – Una email di Papa Francesco causa un incidente diplomatico tra Santa Sede e Messico. Al governo messicano non è infatti piaciuta la lettera inviata da Papa Francesco al responsabile di una Ong argentina nella quale auspicava che in materia di narcotraffico si fosse ancora in tempo per evitare la “messicanizzazione” del suo paese, e malgrado il “no comment” della Santa Sede ha deciso di formalizzare la sua protesta con un “incontro di chiarifica” con il nunzio vaticano e una nota diplomatica.

Tutto è cominciato con una email che il pontefice ha inviato a Gustavo Vera, deputato della provincia (entità federale) di Buenos Aires, responsabile della Ong La Alameda e amico personale di Bergoglio.

Nella breve lettera, il cui contenuto è stato diffuso dalla stessa Ong, Francesco, in risposta alle osservazioni di Vera sulla crescita del narcotraffico in Argentina – ha scritto che spera che “siamo ancora in tempo di evitare la “messicanizzazione'” del suo paese, sottolineando che “ho parlato con alcuni vescovi messicani e la situazione è veramente terrificante”.

Il governo argentino ha evitato ogni polemica: interrogato sulla diffusione della mail, il capo del gabinetto presidenziale, Jorge Capitanich, ha commentato che il fatto “non sembra nemmeno rilevante”, aggiungendo che Francesco ha sempre insistito con idee “sulle quali basa la sua analisi della realtà mondiale, fra le quali si trova la questione del narcotraffico, che è un fenomeno mondiale estremamente complesso”.

Ben diversa la reazione a Città del Messico, dove il ministro degli Esteri, José Antonio Meade, ha espresso la sua “tristezza e preoccupazione” per le parole di Francesco e annunciato che invierà una nota diplomatica alla Santa Sede al riguardo, dopo aver convocato il nunzio papale, Christopher Pierre.

“Il narcotraffico è un tema condiviso da molti paesi, una sfida riguardo alla quale il Messico ha già realizzato sforzi enormi, e dimostrato un grande impegno”, ha detto Meade in una conferenza stampa, aggiungendo che “più che cercare di stigmatizzare il Messico o qualsiasi altra regione è necessario lavorare per avere una migliore comprensione del fenomeno e migliori spazi di dialogo” per iniziative multilaterali.

Alla fine la Santa Sede affida a un comunicato stampa la sua replica con cui prova a chiudere il caso:

La Segreteria di Stato – rende noto un comunicato del direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi – ha consegnato una Nota all’ambasciatore del Messico presso la Santa Sede in cui chiarisce che con la espressione “evitare la messicanizzazione” il Papa “non intendeva assolutamente ferire i sentimenti del popolo messicano, che ama molto, né misconoscere l’impegno del Governo messicano nel combattere il narcotraffico”. “Com’è noto, l’espressione “evitar la mexicanizacion”, era stata utilizzata dal Papa in una e-mail di carattere strettamente privato ed informale, in risposta ad un amico argentino molto impegnato nella lotta alla droga, che aveva usato questa frase. La nota mette in luce che evidentemente il Papa non intendeva altro che rilevare la gravità del fenomeno del narcotraffico, che affligge il Messico e altri Paesi dell’ America Latina. E proprio per questa gravità la lotta contro il traffico di droghe è una priorità del Governo; per contrastare la violenza e ridare pace e serenità alle famiglie messicane, incidendo sulle cause che sono all’origine di questa piaga. Si tratta di un fenomeno, come altri in America Latina, per i quali in varie occasioni, anche negli incontri con i Vescovi, il Santo Padre – conclude padre Lombardi – ha richiamato l’attenzione sulla necessità di adottare a tutti i livelli politiche di cooperazione e di concertazione”