Papa Francesco chiede scusa: “Sul vescovo Barros e gli abusi ho usato parole sbagliate”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 gennaio 2018 17:04 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2018 18:44
Papa Francesco chiedi scusa per gli abusi

Papa Francesco (Foto Ansa)

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco chiede scusa: “Ho sbagliato a dire che chi è abusato deve avere ‘prove’. La gente abusata non può averne”. Il pontefice ha risposto così alle polemiche nate dalle sue dichiarazioni sul caso di Juan Barros, vescovo di Osorno (Cile) ed ex allievo dell’abusatore seriale padre Fernando Karadima, e per questo osteggiato dai propri diocesani, che ne chiedono la rimozione accusandolo di aver coperto i crimini del suo mentore.

“Quando vedrò una prova contro il vescovo Barros allora forse si vedrà. Finora non ne è ho visto nemmeno una”, aveva detto Francesco. Parole che avevano suscitato la presa di posizione dura delle vittime. Oggi la rettifica: “Devo chiedere scusa, ha detto Bergoglio, perché la parola ‘prova’ ha ferito: ha ferito tanti abusati. Sul vescovo Barros ho fatto una sola dichiarazione, a Iquique. In Cile ho denunciato gli abusi con molta forza, davanti al governo, nel discorso ai sacerdoti, ho detto cosa penso più profondamente sull’argomento. Sento di dover andare avanti con la tolleranza zero”, ha sottolineato il Papa.

“Il dramma degli abusati è tremendo, è tremendo”, ha aggiunto Francesco, raccontando il caso di una “donna di 40 anni, sposata, con dei figli: questa donna non prende la comunione da quell’epoca, perché la mano del parroco era la mano dell’abusatore”.

“Io continuo a fare l’indagine su Barros senza che ci sia un’evidenza. Questo ho voluto dire. Non oso condannare, perché non ho l’evidenza, ma io sono anche convinto che non c’è. Cosa sentono gli abusati? Ecco, su questo devo chiedere scusa. Perché la parola ‘prova’ ha ferito tanti abusati. ‘Ecco, io devo andare a cercare la certifica di questo?’ La parola ha ferito e chiedo scusa loro se li ho feriti senza accorgermi, ma è una ferita senza volerlo. E a me questo fatto dispiace tanto, perché io li ricevo. In Cile ho ricevuto. Tanti altri in privato. In ogni viaggio c’è qualche possibilità. Due o tre sono stati pubblicati. So quanto soffrono. Sentire che gli dici in faccia, ‘portatemi una prova’, è uno schiaffo. E adesso io mi accorgo che la mia espressione non è stata felice, perché non pensavo quello. E capisco l’incendio che si è sollevato. Ma Barros resterà lì perché io non posso condannarlo se non ci sono evidenze”.

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