Papua Nuova Guinee. Elezioni tra violenza e sangue: 20 morti, 3500 candidati

Pubblicato il 2 Luglio 2012 12:31 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2012 13:01

SYDNEY – Procedono fra episodi di violenza con oltre 20 morti, ritardi e accuse di brogli e di intimidazioni, le elezioni generali iniziate il 23 giugno in Papua Nuova Guinea, nel Pacifico, con un numero record di quasi 3500 candidati per 111 seggi nel parlamento monocamerale.

Nell’ultimo episodio, sei persone sono state uccise a colpi di machete quando i sostenitori di un candidato hanno attaccato gli scrutatori di un rivale. E un gran numero di persone denuncia che i loro nomi non compaiono nelle liste elettorali.

Le elezioni, a cui sono chiamati a votare 4,8 milioni di cittadini, proseguono fino al 6 luglio e seguono mesi di instabilita’, in cui il piu’ grande e piu’ ricco di materie prime fra gli stati-arcipelago del Pacifico si e’ ritrovato per qualche tempo con due premier rivali, due governi, e persino due capi della polizia.

Il governatore generale aveva dichiarato in dicembre che il capo del governo e’ Peter O’Neill, 47 anni, eletto quando il parlamento ha deposto il premier Michael Somare citando la sua lunga assenza mentre era a Singapore per operazioni al cuore. Tuttavia Somare, 76 anni e in politica da quando ha guidato il Paese all’indipendenza dall’Australia nel 1975, non si arrende e si dichiara il premier legittimo.

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O’Neill ha affermato che il Paese sta per entrare in un periodo di boom economico senza precedenti, con il solo progetto di gas liquido della Exxon-Mobil che, ha detto, vale 15 miliardi di dollari e aumentera’ il Pil del 25% entro due anni.