Pdl, Barbareschi: “Finiani penalizzato in tutti i settori”

Pubblicato il 6 Luglio 2010 15:52 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2010 21:19

”Sono stato fedele per anni al Popolo della Libertà, perchè convinto che volesse cambiare il Paese in base al valore delle persone, alla meritocrazia, insomma mettendo le persone giuste al posto giusto. Ma oggi è più che evidente che il premier Berlusconi non ha seguito questa linea”. Lo dice Luca Barbareschi, finiano, deluso da chi nel Pdl non mantiene le promesse, da ”chi proclama inutilmente ‘sviluppo’ per poi fare nulla”, ma non rassegnato ad abbandonare il partito ”io non sono nè pontiere, nè falco, nè colomba. Non mi interessa, ma certo non penso per nulla di andarmene. Sono altri che devono lasciare…”.

E, quanto alla valutazione numerica dei finiani fatta da Giorgio Stracquadanio sul ”Predellino” (”si contano sulla punta delle dita”), Barbareschi ironizza: ”Deve avere delle mani mostruose, con un numero enorme di dita”. ”In tutti i settori – è lo sfogo del parlamentare – sono state prese decisioni contro chi è vicino a Gianfranco Fini. Anche la mia azienda, da un po’, non può più lavorare con Mediaset, mi hanno bloccato un film…”.

Aggiunge Barbareschi: ”Hanno fatto bene quelli di sinistra a insultare Berlusconi per dieci anni e ora hanno fatto miliardi. Io invece ho preso solo fregature”. E ancora: ”Con anni di indecisioni, di insufficiente sviluppo della banda larga, si rallenta lo sviluppo del Paese, solo per fare gli interessi del premier”; il 50% degli italiani ”si informa solo dai telegiornali”, che sono carenti, non parlano mai di ciò che succede all’estero, ”tranne che per un po’ di cronaca nera” o di ”disastri”, ma mai una parola sulla ”politica estera”.

”Il mandato ricevuto dagli elettori – aggiunge Barbareschi – è stato ben preciso, ma non è stato rispettato”. Niente ”eccellenze nei posti-chiave”, ma diversi ”figli di notabili” nominati ”per non cambiare niente”. ”L’etica, e non solo, l’etica insieme all’estetica – è l’auspicio di Barbareschi – tornino al centro della vita politica del Paese”.