Belgio, gli orrori dei preti pedofili raccontati dalle vittime: 13 i suicidi

Pubblicato il 10 Settembre 2010 21:22 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2010 21:23

Un dossier fatto di storie crude, di violenza, di infanzia spezzata: sono i racconti delle vittime dei preti pedofili in un rapporto stilato dalla commissione creata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali.

“Sono stato violentato dal mio viceparroco quando avevo 7 anni e gli abusi sono proseguiti fino a 12 anni. Da bambino violentato, sono poi diventato io stesso un pedofilo e sono finito in carcere”.

Da quel rapporto emerge, tra l’altro, che tredici vittime non ce l’hanno fatta e si sono tolte la vita. ”E’ il dossier Dutroux della Chiesa”, ha spiegato con altrettanta crudezza l’ex presidente della commissione, lo psichiatra infantile Peter Adriaenssens, durante una conferenza stampa a Lovanio, confrontando lo shock delle testimonianze a quello causato negli anni ’90 dai crimini del mostro di Marcinelle, Marc Dutroux.

In forma anonima, da oggi, un centinaio di quelle denunce – in tutto 475, raccolte tra gennaio e giugno scorso – sono state pubblicate su internet per iniziativa di quella stessa commissione che, con il suo presidente, presentò le dimissioni, alla fine del giugno scorso, dopo il sequestro di tutti i dossier da parte della procura di Bruxelles. L’indagine giudiziaria che portò ad una spettacolare perquisizione della sede dell’arcivescovado di Mechelen-Bruxelles, proprio mentre era in corso la Conferenza episcopale, così come al domicilio dell’ex primate belga Godfried Danneels, ha subito una decisa battuta d’arresto. Giovedì scorso il tribunale di Bruxelles ha deciso la restituzione alla Chiesa di tutti i dossier, parte dei quali ora accessibili sul web.

I ”sopravvissuti agli abusi sessuali”, come li chiama la stessa commissione, perché non poche vittime si sono suicidate e molte altre hanno tentato di farlo, nelle denunce mostrano uno spaccato impressionante: nessuna congregazione religiosa sembra essersi salvata, più di cento religiosi belgi, dagli anni ’50 fino agli ’80, sarebbero stati pedofili o comunque colpevoli di violenze sessuali.

Tra loro, anche il vescovo di Bruges Roger Wanghelunghe che, nell’aprile scorso, ha confessato abusi ripetuti sul nipote quando era ancora minorenne. Scorrendo le molte pagine del rapporto, meta’ in fiammingo e metà in francese, si legge, ad esempio, il racconto della ragazzina di 17 anni costretta a subire violenze sessuali ripetute e quando prova a confidarsi a un vescovo si sente dire: ”Smetti di guardarlo e ti lascerà tranquilla”.

”Il mio calvario è durato 8 anni ed è stato peggio che se mi avessero ucciso”, afferma più avanti un’altra vittima di un prete pedofilo, 39 anni dopo le violenze subite in parrocchia. Il rapporto ”mette in evidenza quanto fossimo disinformati e che non sapevamo quale fosse la gravità della situazione e del fatto che le vittime fossero segnate a vita”, ha commentato il vescovo di Tournai, Guy Harpigny.

L’ex primate del Belgio Gidfried Danneels è stato accusato, a più riprese, di aver coperto diversi casi di pedofilia pur di proteggere l’immagine della Chiesa e nei giorni scorsi l’anziano cardinale ha in qualche modo fatto il mea culpa soprattutto per non aver chiesto le dimissioni del vescovo di Bruges.