Pedofilia e Chiesa, Kung: “Il problema è il celibato”

Pubblicato il 5 Marzo 2010 12:56 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2010 14:09

Prima gli Stati Uniti, poi l’Irlanda, la Germania e l’Olanda: l’ombra della pedofilia destabilizza l’equilibrio della Chiesa cattolica e pone seri interrogativi sulla castità dei suoi sacerdoti. Papa Benedetto XVI  ha recentemente parlato di «crimini enormi», di una piaga da combattere. Per Hans Kung, la ferita è più profonda, non si tratta di casi isolati, ma di un problema interno al clero: il celibato. Kung, fra i maggiori teologi cattolici prima che gli venisse revocata la “missio canonica” e che chiamò proprio l’attuale pontefice alla cattedra di teologia di Tubinga, è uno dei più influenti critici delle dottrine della Chiesa di Roma.

Per lui l’unica soluzione per fermare la deriva morale di alcuni ambienti religiosi è quella di abolire l’insostenibile obbligo del celibato. Il teologo svizzero smonta le presunte certezze, dietro le quali si rifugia spesso il popolo dei cattolici, e scrive le sue obiezioni.

«Gli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti non hanno nulla a che fare con il celibato. Obiezione! (…) Come mai si registrano in massa proprio nella chiesa cattolica, guidata da celibatari? Chiaramente queste colpe non sono attribuibili esclusivamente al celibato. Ma quest’ultimo è la più importante espressione strutturale dell’approccio teso che i vertici ecclesiastici hanno rispetto alla sessualità». Kung, conosciuto in ambienti vaticani come “il ribelle” critica questa regola imposta «che non esisteva ancora nel primo millennio e fu imposta nell’undicesimo secolo». Se la prende con il silenzio delle gerarchie ecclesiastiche e contro quella «prassi decennale di insabbiamento dei casi di abuso».

IRLANDA Pochi mesi fa la pentola di decenni di maltrattamenti ai ragazzini negli istituti cattolici è stata scoperchiata a Dublino, nella cattolicissima Irlanda: migliaia di testimoni hanno accusato preti e suore irlandesi di abusi e violenze nei confronti di minorenni. Due dossier del governo irlandese, il rapporto Ryan del maggio 2009 e il rapporto Murphy del novembre 2009, hanno costretto il Vaticano a esporsi su un argomento finora tabù.

USA Negli Stati Uniti Uniti la ferita della pedofilia era stata messa a nudo nel 2004 dal «John Jay Report» confermando 6700 accuse di molestie commesse da 4392 preti americani (il 4 per cento del totale) dal 1950 al 2002. «È una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente il fatto che tutto ciò sia potuto accadere» , aveva affermato Joseph Ratzinger nel 2008, dicendosi «mortificato» e assicurando: «Faremo tutto il possibile affinché questo non si ripeta in futuro. I due aspetti della giustizia – aggiunse – sono che i pedofili non possono essere sacerdoti e che bisogna aiutare le vittime in ogni modo».

GERMANIA I vescovi cattolici tedeschi per la prima volta meno di due settimane fa hanno ammesso di aver “sottovalutato” la diffusione degli abusi sessuali da parte del clero in Germania. Hanno provato a correre ai ripari, dopo che a Monaco, la città di papa Ratzinger la Procura ha aperto le prime inchieste: il presidente della conferenza episcopale, Robert Zollitsch, ha annunciato un giro di vite condannando le violenze. Nonostante già nel 2002 i vescovi approvarono delle linee-guida rigorose per stroncare la piaga della pedofilia, chiudendo la loro assemblea generale a Friburgo hanno comunque ammesso un parziale fallimento e hanno promesso che pagherà ogni diocesi per le sue “pecore nere”. Ora spunta anche lo scandalo pedofilia nel coro di voci bianche di Ratisbona, all’epoca in cui a dirigerlo c’era Georg Ratzinger, fratello del Pontefice.

OLANDA In Olanda, invece, nel mirino è finita una scuola di ‘s-Heerenberg, con tre preti accusati di abusi. I vertici religiosi locali però hanno taciuto, preferendo non commentare i casi dei docenti dell’istituto affiliato al monastero salesiano di Don Bosco negli anni ’60 e ’70 che avrebbero molestato almeno tre studenti.

«La Chiesa non dovrebbe quindi attendersi un mea culpa anche da parte del Papa, in collegialità con i vescovi?», si domanda Kung.

Nel mirino una scuola di ‘s-Heerenberg e 3 preti. I 3 religiosi, docenti dell’istituto affiliato al monastero salesiano di Don Bosco negli anni ’60 e ’70, due dei quali ancora vivi, secondo testimonianze raccolte dalla stampa olandese, hanno molestato sessualmente almeno tre loro studenti. E uno degli insegnanti e’ stato sospeso nel 1994 per abusi su un bambino. No comment dei vertici della Chiesa locale