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Pedofilia, il Vaticano: “Il segreto pontificio non può fermare le denunce”

Monsignor Charles Scicluna

Il ”segreto pontificio”, la confidenzialità che deve accompagnare i processi canonici sui preti accusati di pedofilia, non deve mai impedire la denuncia alle autorità civili: è quanto ha ribadito oggi il procuratore della Giustizia vaticana, monsignor Charles Scicluna, illustrando ai giornalisti le nuove norme vaticane che modificano e aggiornano il documento sui Delicta Graviora del 2001.

Bisogna ”obbedire alle leggi civili” senza aspettare l’esito del processo canonico, ha ripetuto monsignor Scicluna. Anche se nell’aggiornamento presentato oggi non vi è alcuna menzione sulla collaborazione con la giustizia ordinaria, il presule ha precisato che le linee guida pubblicate dal Vaticano lo scorso aprile imponevano tale collaborazione, con obbligo di denuncia nel caso le normative nazionali la prevedano.

Monsignor Scicluna ha spiegato che ciò non è contemplato nella nuove regole dei ‘Delicta Graviora’ in quanto si tratta di un documento canonico concentrato sulle competenze della Congregazione per la Dottrina della fede. Del resto, ha commentato, il rispetto delle leggi dello Stato è un precetto che risale a San Paolo.

Inoltre nei delitti contro la fede e in quelli ”più gravi” contro i costumi e la morale (in cui rientra la pedofilia) , la Congregazione per la Dottrina della fede ”ha il diritto” di giudicare anche i cardinali.

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