Perù, scontro tra presidente e Parlamento. Vizcarra scioglie le Camere e convoca nuove elezioni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 4 Ottobre 2019 7:05 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2019 23:22
Perù, scontro tra presidente e Parlamento. Vizcarra scioglie le Camere e convoca nuove elezioni

Una manifestazione in Perù (foto ANSA)

ROMA – Il Perù è nel pieno di una crisi costituzionale: l’ex vicepresidente Mercedes Aráoz si è dimessa poche ore dopo aver prestato giuramento come presidente ad interim. Lunedì scorso il presidente peruviano Martín Vizcarra ha sciolto il Parlamento, in mano all’opposizione fujimorista, e ha annunciato le elezioni anticipate per il 26 gennaio. Vizcarra accusa il Parlamento di ostacolare la sua lotta alla corruzione. In risposta, l’organo legislativo ha sospeso il capo di Stato per un anno e ha nominato come suo sostituto la vice, Mercedes Araoz, che ha prestato giuramento.

In un inaspettato ribaltone, la “presidente ad interim” si è dimessa poche ore dopo aver prestato giuramento, quest’ultimo ritenuto un atto di sfida da parte dei politici indignati per lo scioglimento del Parlamento da parte di Vizcarra. L’iniziativa ha fatto sì che il Perù avesse per brevissimo tempo due politici che affermavano di essere ciascuno il leader legittimo della nazione.

Nonostante la crisi costituzionale, il Perù non è entrato nel caos. Aráoz è stata vicepresidente di Vizcarra e scelta come presidente dall’opposizione: sostenevano che che sciogliendo il parlamento Vizcarra avesse violato la Costituzione e la carica di presidente era dunque vacante. Hanno inoltre sospeso Vizcarra per un anno, ma il governo ha sostenuto che, poiché quel voto era stato effettuato dopo lo scioglimento del Parlamento, era nullo.

A seguito delle dimissioni di Aráoz, Vizcarra sembra essere tornato saldamente in sella come presidente e poco dopo aver sciolto il parlamento aveva già ricevuto il sostegno dei capi delle forze armate e della polizia e di circa 2.000 peruviani che dimostravano nelle strade della capitale, Lima, e in altre città.

Il Parlamento oggi si riunirà nuovamente per votare una proposta definitiva di revoca di Vizcarra, come annunciato dal presidente della Camera, Pedro Olaechea. Vizcarra è diventato presidente nel marzo 2018, subentrando a Pedro Pablo Kuczynski, che si era dimesso in seguito alle accuse di compravendita di voti. Vizcarra aveva affermato che la sua principale priorità era fare pulizia nella politica peruviana, considerati i quattro precedenti presidenti finiti nello scandalo per corruzione.

° Pedro Pablo Kuczynski: è agli arresti domiciliari mentre è indagato per presunta corruzione legata al colosso brasiliano Odebrecht.
° Ollanta Humala: è  accusato di aver accettato da Odebrecht 3 milioni di dollari in finanziamenti illeciti per la campagna elettorale.
° Alan García: si è suicidato ad aprile quando la polizia è arrivata per arrestarlo con l’accusa di corruzione, collegata anche a Odebrecht.
° Alejandro Toledo: è in carcere negli Stati Uniti; il Perù ha chiesto la sua estradizione per aver presumibilmente accettato 20 milioni di dollari in tangenti da Odebrecht.