Pirati informatici/ Un’altra ondata di cyber-attacchi a siti Usa e sudcoreani, sospetti sulla Corea del Nord

Pubblicato il 9 Luglio 2009 15:34 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2009 15:34

Un’altra ondata di cyber-attacchi ha rallentato giovedì il funzionamento di siti americani e sudcoreani, e secondo i servizi di controspionaggio di Seul i responsabili sarebbero hacker del regime nordcoreano, a quanto riferisce la Reuters. Gli attacchi odierni fanno seguito a quelli avvenuti il 4 luglio.

Gli esperti hanno minimizzato l’offensiva cibernetica, affermando che non ha prodotto danni di rilievo, ma hanno rilevato che essa serve a ricordare che il regime comunista di Pyongyang si sta attivamente preparando alla guerra nel cyber-spazio, cosa che peraltro stanno facendo anche gli Stati Uniti.

Anche gli attacchi di giovedì hanno preso di mira i sistemi della Casa Bianca, del Pentagono, del Dipartimento di Stato e del National Intelligence Service. A Seul sono stati attaccati il palazzo presidenziale ed alcune banche.

Se in effetti responsabile degli attacchi fosse la Corea del Nord, essi non farebbero altro che aumentare ulteriormente la tensione esistente con gli Stati Uniti, già marcata dopo l’esperimento nucleare di Pyongyang a maggio e il lancio di numerosi missili a luglio, il tutto in violazione delle risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’Onu.

Non tutti gli esperti ritengono d’altra parte che sia Pyongyang ad essere responsabile. Si potrebbe trattare, dicono, di hacker burloni o spionaggio industriale. Un esperto ha poi dichiarato ad un giornale sudcoreano che uno studio del software usato per gli attacchi avrebbe accertato che sarebbero originati da un indirizzo IP negli Stati Uniti.