Nella playlist di Obama c’è anche il rap e il Wall Street Journal lancia l’accusa:” Non è musica da leader”

Pubblicato il 7 Ottobre 2010 11:18 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2010 11:18

Obama non ha mai fatto mistero del suo amore per la musica e recentemente ha raccontato al Rolling Stone che nel suo iPod ci sono oltre 2 mila canzoni. Ma cosa piace al presidente degli Stati uniti? La sua playlist spazia dalla Classica al Jazz al Rock. Tra questi ci sono Maria Callas, Bob Dylan, John Coltrane, Stevie Wonder e i Rolling Stones.

Di recente ci sono stati dei cambiamenti: il presidente racconta infatti che, grazie alla figlia Malia, nel suo iPod ora c’è più hip-hop, con rapper come Jay-Z, Nas e Lil Wayne. Per questa scelta, il Wall Street Journal lo ha criticato: “Quella musica non è da leader”. Ora c’è chi si chiede se il giornale abbia ragione o se si tratti dell’ennesima campagna strumentale dela destra Usa, che colpisce fra l’altro in un momento non proprio felice per il presidente nero.

“Guardami mamma, sto girando un filmino porno con un paio di p…. sconosciute”. Può un presidente degli Stati Uniti elogiare, si chiede il giornale conservatore, questo genere di prosa? O peggio ancora: “Prendi un passamontagna e una pistola, prepariamoci la via di fuga, un po’ di nastro adesivo e si va in quella casa a rapinare”.

In realtà, a scrivere l’editoriale per il Wall Street Journal che condanna il presidente dal titolo “il cancro culturale di una generazione” è l’intellettuale afroamericano Thomas Chatterton Williams, noto da anni proprio per la sua crociata contro il rap, “la peggiore sottocultura, il veicolo di tutti i comportamenti autodistruttivi dei giovani neri, il Verbo che li condanna per sempre a un ghetto”.

Williams divenne famoso quando era ancora studente alla New York University e scrisse un commento sul Washington Post  con il titolo “Sì, date la colpa all’Hip-Hop”. Da allora ha pubblicato un saggio che è un manuale per i genitori afroamericani, con consigli per contrastare i “messaggi criminali” dei rapper.

Williams tocca un tasto dolente perché lui stesso fu un difensore di Obama: “Per molti neri il presidente è affascinante proprio perché rappresenta una potente alternativa a Jay-Z e alla sua versione dell’identità afro-americana. Ho applaudito Obama nel 2004, quando era semi-sconosciuto e alla convention democratica fece un bel discorso sulla necessità di nuovi modelli socio-culturali. Disse: smettiamola con l’idea che un nero con un libro in mano sta scimmiottando i bianchi. Poi aggiunse che i nostri giovani devono aspirare a carriere di scienziati, medici e ingegneri, non solo di rapper e giocatori di basket”. Ora il flirt con il rap per Williams è un brutto cedimento. “Jay-Z alla Casa Bianca? E’ come se un presidente bianco avesse invitato Marilyn Manson”.

Ecco i “preferiti” di Obama: