Preti pedofili, sit-in a San Pietro delle vittime Usa bloccato dalla polizia

Pubblicato il 25 Marzo 2010 15:53 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2010 15:53

In quattro si sono riuniti davanti a piazza San Pietro a Roma per avere risposte da Ratzinger sulla bufera pedofilia, ma la polizia li ha portati via. I rappresentanti dell’associazione delle vittime Usa dei preti pedofili, Snap, vogliono sapere: «Chiediamo al Papa di rendere pubbliche le decine di carte tenute segrete in Vaticano» sui casi di abusi sessuali sui minori commessi dai preti in tutto il mondo e che «vengano forniti alla polizia tutti gli elementi».

Ad interrompere il mini sit in è stata la polizia che ha portato via i manifestanti che stavano parlando con i giornalisti. I quattro, due donne e due uomini, hanno organizzato il presidio dopo le rivelazioni del New York Times sui presunti silenzi dell’allora cardinale Ratzinger su un caso di abusi su centinaia di bambini, sono stati portati via nelle auto della polizia «per accertamenti»; subito prima, gli agenti avevano chiesto loro i passaporti.

La presidente dello Snap, Barbara Blaine, ha chiesto più volte in inglese: «Ho fatto qualcosa di male?», ed è andata via visibilmente turbata, chiedendo ai fotografi presenti di riprendere le immagini di quanto stava accadendo. Un altro membro dello Snap, Peter Isely, ha detto che sui casi di pedofilia «la Chiesa sta cercando di riscrivere la storia, dicendo “noi non sapevamo”. Ma questo documento (quello di cui parla il New York Times, ndr) dimostra che sapevano e non hanno fatto niente».

Nel corso del breve presidio davanti a San Pietro, lo Snap ha distribuito copie del carteggio risalente agli anni ‘90 tra Ratzinger e l’allora vescovo di Milwuakee sul caso di padre Murphy. «Nel mio Paese, qualsiasi lavoro tu faccia, insegnante psicologo dottore avvocato, se abusi e violenti un bambino, perdi il tuo lavoro. Nella Chiesa, invece, non ci sono regole», ha concluso Isely, anche lui vittima quando era bambino.