Putin firma l’annessione della Crimea. Isolato da Ue, Usa e Giappone

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 18 Marzo 2014 15:49 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2014 15:55
Putin firma l'annessione della Crimea. Isolato da Ue, Usa e Giappone

Vladimir Putin (Foto Lapresse)

ROMA – La Federazione Russa è più grande ma più sola. Vladimir Putin ha firmato il trattato di annessione della Crimea, nega di avere mire su altre regioni dell‘Ucraina e irride le sanzioni comminate da Unione Europea e Stati Uniti Alla Crimea si aggiunge la Repubblica autoproclamata di Transnistria, che chiede l’annessione a Mosca. Ma nel frattempo alle sanzioni di Ue e Usa si aggiungono quelle del Giappone, la Francia annuncia l’esclusione di Mosca dal G8 e il Regno Unito sospende ogni cooperazione militare e minaccia conseguenze se ci saranno altre azioni russe nel territorio di Kiev.

Due giorni dopo il referendum che ha sancito il ritorno della penisola del Mar Nero alla Russia (a cui era appartenuta fino a quando, nel 1954, Nikita Krushov non l’aveva regalata a Kiev) tra Mosca e Occidente è scontro aperto.

“La Crimea è stata e resta nei cuori dei russi come una parte integrante della Russia. In Crimea tutto ricorda la nostra storia comune. Non potevamo abbandonarla. Le relazioni con l’Ucraina e il popolo fratello ucraino sono sempre state e saranno sempre di grandissima importanza per noi”,

così il presidente russo, senza tanti giri di parole, ha ricordato a chi se lo fosse dimenticato che la storia conta, e che se Kiev vuole andare con Bruxelles il prezzo da pagare è (almeno) Sebastopoli. Ha negato che si sia trattata di una aggressione, si è detto “ingannato” dagli Occidentali”, che “hanno passato una linea rossa. Sono stati degli irresponsabili”. E ha denunciato “due pesi e due misure” per Crimea e Kosovo, la cui dichiarazione di indipendenza è stata sostenuta dalla comunità internazionale nel 2008.

Adesso all’annessione della Crimea alla Federazione Russa mancano solo due leggi costituzionali che dovranno essere varate dal Parlamento: una dovrà regolare la modalità di ingresso nel Paese di nuovi soggetti, l’altra dovrà esprimersi direttamente sulla adesione della Crimea.

Nel frattempo anche da Tiraspol, nella autoproclamata Repubblica di Trnasnistria, in Moldova, è stato lanciato un appello a Mosca perché esamini la possibilità di annessione di questa regione a due passi dall’ucraina Odessa. Nel 2006 qui si tenne un referendum analogo a quello di domenica scorsa in Crimea: il 97% degli elettori andati alle urne votò per l’indipendenza e l’annessione in Russia. Ma in quel caso Mosca restò indifferente. Lo scorso novembre la Moldavia, insieme alla Georgia delle autoproclamatesi indipendenti Abkhazia ed Ossezia del Sud, ha firmato l‘accordo di associazione con l’Unione Europea. Quello per cui a Kiev è esplosa la manifestazione permanente di Majdan. E la Crimea è tornata, almeno per Mosca, alla Russia.