Putin, un plebiscito (78%) gli consegna la Russia fino al 2036. La riforma: tutti gli emendamenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2020 11:57 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2020 12:38
Putin, plebiscito per la riforma che supera la regola dei due mandati

Vladimir Putin “regnerà” sulla Russia fino al 2036

Plebiscito per la riforma che permetterà a Putin di ricandidarsi per altri due mandati: il 78% dei russi ha votato sì.

La riforma della Costituzione consente allo “zar infinito” Putin di aggirare il limite di due mandati presidenziali consecutivi e di rimanere quindi potenzialmente al Cremlino fino al 2036.

Allontanando lo spettro di una lotta per la successione. Questa è probabilmente la principale novità della riforma, ma anche quella meno pubblicizzata in Russia e quasi ignorata dalla tv di Stato.

La riforma di Putin: poteri Stato, Dio, matrimonio…

Gli emendamenti alla Costituzione però sono tanti e di diversa natura. Alcuni ridisegnano in parte le competenze dei vari organi statali aumentando di fatto i poteri del capo dello Stato.

Altri danno valore costituzionale al patriottismo e ai principi conservatori promossi da Putin in questi 20 anni ai vertici della Federazione.

Nella “nuova Costituzione”, ad esempio, il matrimonio sarà definito come “un’unione tra un uomo e una donna” rinvigorendo il divieto dei matrimoni gay.

In un Paese in cui i diritti delle minoranze sessuali sono regolarmente calpestati.

Nella legge fondamentale dello Stato inoltre si inserisce un accenno alla “fede in Dio“.

Crimea inalienabile, Russia erede dell’Urss

Si vieta di sminuire il contributo sovietico nella lotta al nazismo e di cedere ad altri Paesi parti del territorio russo.

Un modo quest’ultimo per ribadire che Mosca non intende restituire all’Ucraina la Crimea, annessa di fatto dalla Russia nel 2014.

Infine, si afferma che la Russia è l’erede dell’Urss e si legittimano così le mire del Cremlino sullo scacchiere internazionale.

C’è poi una terza categoria di emendamenti che riguardano il benessere socio-economico.

introducono nella Costituzione l’indicizzazione delle pensioni e vietano che gli stipendi siano inferiori al minimo di sussistenza, per ora fissato a 135 euro al mese.

Alte Corti magistratura rispondono al Cremlino

Il capo dello Stato potrà adesso imporre il proprio candidato premier anche senza sciogliere la Duma nel caso in cui questa respinga tre volte la persona scelta dal presidente per guidare l’esecutivo.

Il presidente potrà inoltre destituire i giudici della Corte costituzionale e della Corte suprema e “dirigere il lavoro generale del governo”.

Che così viene di fatto subordinato al Cremlino, a cui in futuro i ministri risponderanno direttamente.

Immunità a vita agli ex presidenti

Gli ex presidenti diverranno poi senatori a vita ottenendo così l’immunità parlamentare.

Si rafforza anche il Consiglio di Stato, che finora ha solo avuto funzione consultiva e ora diventa invece un organo di rilevanza costituzionale col potere di indicare “la direzione della politica interna e di quella estera e le priorità socio-economiche” del Paese.

Per questa ragione, non è da escludere che Putin possa un giorno presiedere questo istituto.

La Russia di Putin si dota inoltre di una sorta di filtro per eliminare le sentenze dei tribunali internazionali che non le vanno a genio.

Un emendamento prevede infatti che il diritto internazionale non si applichi nel caso in cui la Corte Costituzionale lo reputi in contrasto con la legge russa. (fonte Ansa)