Radio Vaticana e le sue onde ‘pericolose’ per i tumori, la perizia del gip

Pubblicato il 13 luglio 2010 19:16 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 19:16

Le onde di Radio Vaticana possono fare male, anzi ci sarebbe un nesso tra le antenne dell’emittente e i tumori nei bambini: a dirlo è la superperizia da 300 pagine su malati, morti ed elettrosmog realizzata dal prof. Andrea Micheli e disposta dal giudice per le indagini preliminari Zaira Secchi.

L’indagine è stato commissionata nel maggio 2005,  ma svolto in sede di incidente probatorio per indagare su numeri forse troppo alti di decessi da leucemia nelle zone di Cesano e La Storta tra la fine degli anni ’80 e il 2003, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo, nella quale erano indagate 6 persone.

”Lo studio suggerisce che vi sia stata una associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini, e che le strutture di MariTele, in modo limitato e additivo, abbiano plausibilmente contribuito all’incremento di quel rischio”, si legge nel testo. I rischi più “importanti” sono stati riscontrati per i piccoli che hanno abitato “per più tempo della loro vita nella fascia tra 6 e 12 km dalla stazione della radio pontificia”.

”Per quanto concerne lo studio di mortalità relativo” alle emissione di elettrosmog ”dalle strutture di Radio Vaticana, le condizioni di prova richiesta si sono verificate”, si spiega. E poi si aggiunge che “rischi importanti” per la “fascia di esposti tra i 5 e i 9 chilometri dall’emittente, per almeno 10 anni, di donne e uomini di tutte le età, dove il rischio di morte per tumori emolinfopoietici”.

”Tutte le analisi condotte hanno indicato condizioni di eccesso di rischio di morte su valori oscillanti su tutta l’area di studio, fino a 12 chilometri dall’emittente, con eccessi importanti e significativi, con però mancata evidenza di rischio per gli esposti adulti sino a 5 chilometri dall’emittente”.