Renzi: “Armi ai curdi contro l’Isis”. Mogherini: “Jihad minaccia anche noi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Agosto 2014 17:00 | Ultimo aggiornamento: 20 Agosto 2014 17:00
Renzi: "Armi ai curdi contro l'Isis". Mogherini: "Jihad minaccia anche noi"

Renzi: “Armi ai curdi contro l’Isis”. Mogherini: “Jihad minaccia anche noi”

ROMA – Matteo Renzi sigla di fatto un’alleanza, anche a nome dell’Europa, con i curdi che dall’Europa e dall’Occidente vengono riarmati. Saranno i “peshmerga”, i combattenti curdi appunto, a ricevere le armi italiane e dell’Occidente contro i miliziani dell’Isis che terrorizzano Siria e Iraq. Gli stessi miliziani che proprio martedì, con la decapitazione dell’americano James Foley, hanno direttamente minacciato l’Occidente. Il presidente del Consiglio, a Bagdad per una visita lampo, parla a nome dell’Italia ma anche in veste di presidente di turno dell’Unione europea: il suo, quindi, è un impegno anche europeo. Il ministro degli Esteri Mogherini ha inoltre aggiunto: “Il Mediterraneo e il Medioriente sono scossi da una minaccia che sì riguarda anche l’Europa e sì riguarda anche l’Italia”.

Nella capitale irachena Renzi ha visto il presidente Fouad Masoum, il premier incaricato di formare il nuovo governo Haidar Al Abadi e il premier uscente Nuri Al Maliki . “L’Europa in questi giorni deve essere in Iraq altrimenti non è Europa, perchè chi pensa che la Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre”, ha detto il premier rivolto ad Al Maliki. “L’integrità della regione e dell’Iraq è fondamentale per la stabilità di tutta l’area”, ha ribadito Renzi che ha anche ricordato che “oggi è arrivato il sesto aereo di aiuti umanitari. C’è uno spirito di amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi”.

Il presidente Renzi ha coinvolto anche il governo di Bagdad nella distribuzione e nell’uso delle armi: il governo iracheno ha bisogno che i peshmerga fermino gli uomini del califfato ma temono un domani un Kurdistan totalmente autonomo.

Nel frattempo il Parlamento italiano autorizzava l’invio delle armi ai curdi. Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno approvato la risoluzione: il via libera è arrivato con 27 voti favorevoli e 4 contrari, nessuno astenuto. Poco dopo il voto favorevole della Camera. Anche qui le commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno dato il via libera alla risoluzione con 56 voti favorevoli e 12 contrari.

Non sono mancate le proteste, soprattutto da parte di Sel e M5S. I parlamentari 5 Stelle hanno diffuso una nota: “Chi ha costruito questo disastro attraverso le varie guerre nel Golfo ed in Siria farebbe bene ad astenersi dal partecipare ancora a bombardamenti ed operazioni militari e a continuare a riempire quelle zona di nuovi armamenti” affermano ancora i Cinque Stelle secondo i quali gli stessi “attacchi contro i cristiani e le altre minoranze non rappresentano una dinamica degli ultimi giorni, in Iraq e in Siria”.

Sel dice ‘no’ all’invio di armi e chiede l’intervento di un contingente dell’Onu a protezione dei civili con funzioni di ‘peace enforcement’ a guida europea e l’apertura di una conferenza di pace sul Medio Oriente che coinvolga tutti gli attori della regione e partire dall’Iran e dall’Arabia Saudita.