Robert Kennedy e la lettera del deputato britannico all’amante gay: le rivelazioni nei memo Fbi

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 aprile 2018 7:10 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2018 18:09
Roberto Kennedy e la lettera del deputato britannico all'amante gay: le rivelazioni nei memo Fbi

Roberto Kennedy e la lettera del deputato britannico all’amante gay: le rivelazioni nei memo Fbi

NEW YORK – Un memo segreto dell’Fbi rivela: nel 1966 Robert Kennedy, per salvare l’establishment politico britannico da un altro scandalo sessuale, intervenne per bloccare una lettera che il deputato liberale inglese Jeremy Thorpe scrisse all’amante gay a San Francisco.

Nel 1961 Thorpe, ex deputato liberale che divenne in seguito leader del partito, scrisse una lettera all’amante americano Bruno, in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora illegale. Nella missiva, Thorpe parlava del suo desiderio di rivedere l’amante, aveva incluso una foto e invitava Bruno a rispondergli al più presto.

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Nel 1963 la lettera finì nelle mani di Robert Kennedy, procuratore generale degli Stati Uniti e fratello del presidente JFK. All’epoca la Gran Bretagna era nella morsa dellaffare Profumo: uno scandalo sessuale che stava scuotendo l’establishment politico.

John Profumo, segretario di Stato per la guerra, ammise di aver avuto  una relazione con la modella diciannovenne Christine Keeler. Inizialmente Profumo aveva negato con una dichiarazione alla Camera dei Comuni, ma in seguito aveva ammesso la verità e si era dimesso, infliggendo un duro colpo al governo Macmillan.

Kennedy, nel tentativo di salvare il Regno Unito da un altro scandalo, tentò di occultare la lettera. Un memo dell’Fbi afferma: “Il procuratore generale ha affermato di aver appreso di questa lettera, la scorsa settimana durante una visita a New York”, scrive il Daily Mail. La lettera fa riferimento a una possibile relazione omosessuale tra un uomo il cui nome è censurato e Jeremy Thorpe.

“La lettera è stata scritta da Thorpe e l’indirizzo del mittente era la Camera dei Comuni a Londra. Il Procuratore generale ha dichiarato che voleva informare, nome censurato, della questione personalmente poiché gli inglesi non possono permettersi un’altra notizia di questo tipo”.

A distanza di quasi 20 anni dalla lettera, la carriera di Thorpe fu stroncata a seguito di uno scioccante processo all’Old Bailey, in cui emersero le sue preferenze sessuali.  Nel 1979, in quello che fu definito il “processo del secolo”, Thorpe fu accusato di concorso in omicidio per la morte del suo ex amante, accuse dalle quali venne poi assolto.

Norman Josiffe, noto anche come Norman Scott, aveva dichiarato di aver avuto con Thorpe una relazione omosessuale nei primi anni ’60. Per circa dieci anni la carriera fu lentamente frenata da Scott, che non perdeva occasione per accusarlo di averlo sedotto e di aver avuto rapporti sessuali con lui.
Quando Norman Scott venne ucciso, i sospetti caddero su Thorpe, accusato di essere stato il mandante dell’omicidio allo scopo di zittire una volta per tutte un personaggio ormai fuori controllo.
Thorpe fu assolto ma costretto a dare le dimissioni da leader del Partito liberale.

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