Robert Novak, patriarca del giornalismo americano, morto di cancro a 78 anni. Usato dagli uomini di Bush per un gioco sporco

Pubblicato il 18 agosto 2009 23:55 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2009 0:12

 E’ morto di cancro, a 78 anni, il giornalista americano Robert Novak. Columnist di orientamento conservatore sul Chicago Sun-Times e sulla CNN, chiuse la sua carriera in modo opaco dopo aver rivelato pubblicamente il nome di un agente della Cia sotto copertura.

Si trattava di Valerie Plame, moglie di un ambasciatore americano critico nei confronti di George W. Bush quando si trattò di invadere l’Iraq. Il diplomatico riteneva che la “pistola fumante” ostentata da Bush, ovvero le armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein, non esistesse e che la Nigeria non fornisse a Saddam il materiale per ordigni nucleari .

Novak scrisse di aver saputo da due “alti funzionari dell’amministrazione” che la Plame era uno 007. L’inchiesta su questo genere di rivelazioni, che negli Stati Uniti e’ un reato grave, coinvolse l’amministrazione Bush e, in particolare, Lewis “Scooter” Libby, ritenuto colpevole di spergiuro.

L’indagine arrivò a sfiorare il vice-presidente Dick Cheney, del quale Libby era il braccio destro, e determinò un forte attrito tra lo stesso Cheney e Bush, che si era rifiutato di coprire Libby. Del gelo tra Bush e Cheney ha parlato quest’ultimo in un libro di memorie che vedra’ la luce nel 2011 e del quale nei giorni sono venuti fuori succulenti assaggi.
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