Usa. Robot telecomandati potrebbero rendere le guerre più ”sicure”

Pubblicato il 29 Novembre 2010 11:43 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 11:43

Un robot dotato di mitragliera e lancia granate

Le guerre sarebbero molto più sicure, dice l’esercito americano, se gran parte di esse fossero combattute da robot. E stando alle informazioni raccolte dal New York Times sembra che non ci manchi molto.

Macchine intellienti sono già largamente utilizzate nelle moderne strategie di guerra, ma l’esercto Usa ne vuole di più. Nuovi robot – nessuno particolarmente dall’aspetto umano – sono in via di sviluppo per gestire una più vasta gamma di operazioni, dall’individuare le postazioni dei cecchini all’essere di guardia senza stancarsi mai.

Nella enorme caserma di Fort Benning, Georgia, una finta città usata dai Rangers dell’esercito per l’addestramento al combattimento, un robot alto 38 centimetri dotato di videocamera si aggira intorno ad una fabbrica di bombe in una missione spionistica. Al di sopra del robot un drone quasi completamente silenzioso con una apertura alare di 12 metri trasmette immaini delle costruzioni a terra. Poi fa la sua comparsa un veicolo cingolato dall’aria sinistra, grande quanto un tagliaerba, dotato di una mitragliatrice ed un lancia granate.

I tre robot sono ”comandati” da tre tecnici, lontani dalla linea di fuoco, con attrezzature senza fili, tipo video game. Uno di essi orienta con un perno girevole la videocamera montata sul robot armato fino a quando localizza un cecchino su un tetto. La mitragliatrice cambia posizione, prende la mira e spara due rapide raffiche. Se le pallottole fossero state vere, l’obiettivo sarebbe stato distrutto.

Le macchine, mostrate ai giornalisti al ”Rodeo Robotico” di Fort Benning, non solo protegono i soldati, ma non si distraggono mai grazie ad un occhio digitale, chiamato ”sguardo incessante”, che rileva anche il minimo movimento. ”Nè si lasciano prendere dal panico quando gli sparano addosso”,rileva Joseph Dyer, chief operating officer di iRobot. Inoltre, aggiunge, quando un robot sorveglia un campo di battaglia, il tecnico che da lontano può vedere attraverso il suo occhio digitale può avere il tempo di valutare la situazione ed evitare di sparare frettolosamente contro una persona innocente.

Strumenti bellici di grande utilità. Eppure l’idea che robot su ruote, gambe o cingoli un giorno possano sostituire i soldati suscita accese controversie. Infatti, i robot possono sferrare attacchi senza esporre a rischi i tecnici che li gestiscono, ed i loro critici affermano che ciò abbassa la soglia delle guerre, rendendo le nazioni potenzialmente più aggressive e dando vita ad una nuova corsa al riarmo tecnologico.

”Con l’aumento dell’automazione le guerre avrebbero inizio facilmente e con costi umani minimi”, avverte Wendell Wallach, studioso allo Yale Interdisciplinary Center for Bioetics.