Romano Prodi: “Le mie telefonate intercettate dagli Usa già 10 anni fa”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2013 11:21 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 11:22
Funerale Angelo Rovati

Romano Prodi

ROMA – Leader europei intercettati? Per Romano Prodi non è una novità. L’ex premier ne parla con il Messaggero, ricordando quando 10 anni fa le sue telefonate vennero intercettate dal programma americano Echelon, “genitore” dell’attuale Prism.

«Il suono della mia voce era stato inserito nel grande cervello e quindi ogni mia conversazione veniva automaticamente registrata da qualsiasi apparecchio telefonico venisse registrata»

Si trattava di una conversazione con l’allora presidente dell’Eni, Gian Maria Gros-Pietro: «Mi parlò dell’utilità di intervenire presso un governo di un Paese produttore di petrolio a difesa degli interessi dell’Eni stessa». Nell’affare non rientravano altre imprese europee in gara, «altrimenti mi sarei dovuto astenere», ma solo un produttore americano. «Ascoltai con cura le ragioni che rendevano opportuno l’intervento e promisi che, appena tornato a a Bruxelles, avrei fatto quanto mi si chiedeva». L’intervento della Commissione Ue non servì perché l’azienda italiana riuscì ad ottenere la concessione in tempi rapidi. «Mi destò tuttavia una certa sorpresa vedere che, poche settimane dopo, l’intero verbale della conversazione veniva pubblicato da un settimanale a forte tiratura, preceduto dalla precisazione: dalle nostre fonti americane».