Romney con Israele su possibilità di un attacco contro potenziale nucleare Iran

Pubblicato il 30 luglio 2012 10:46 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2012 10:46

Mitt Romney col premier israeliano Netanyau

GERUSALEMME, ISRAELE – Da Gerusalemme, il candidato presidenziale repubblicano Mitt Romney si schiera senza riserve con Israele sia sulla possibilita’ di un attacco all’Iran per distruggerne il potenziale nucleare, sia sullo status di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico. Su questo secondo punto, immediata e’ arrivata la reazione dei palestinesi, che rivendicano la parte Est della citta’ come capitale di un loro futuro Stato.

‘Le frasi di Romney sono lesive agli interessi americani nella regione, alla pace, alla sicurezza e alla stabilita’. Sono inaccettabili e le respingiamo totalmente”, ha dichiarato il negoziatore dell’Anp, Saeb Erekat. Gerusalemme, proclamata da Israele nel 1980 capitale unica e indivisibile dello Stato ebraico, una decisione mai riconosciuta dalla Comunita’ internazionale, e’ al centro del negoziato per un futuro assetto regionale tra palestinesi e israeliani. Proprio per motivi diplomatici, nessun paese al mondo ha la propria rappresentanza diplomatica nella Citta’ Santa.

”Sono molto emozionato nel trovarmi a Gerusalemme, capitale di Israele”, ha affermato Romney in un discorso pronunciato davanti alla Fondazione Gerusalemme e al sindaco israeliano della citta’, Nir Barkat. ”L’ambasciata americana in Israele, attualmente a Tel Aviv, dovrebbe essere spostata a Gerusalemme”, ha poi aggiunto in una intervista alla Cnn. Nel 1995 una legge approvata negli Usa designava Gerusalemme come la capitale di Israele e legiferava anche in merito sul trasloco della sede diplomatica da Tel Aviv. Gli ultimi tre presidente americani hanno tuttavia sempre firmato delle deroghe sospendendo la legge per motivi di sicurezza e diplomatici.

Quanto all’Iran, il candidato repubblicano ha espresso il suo sostegno ad Israele qualora dovesse decidere l’uso della forza militare per bloccare la produzione di armi nucleari da parte di Teheran. Nei suoi colloqui, il repubblicano Mitt Romney ha evocato a piu’ riprese la ”minaccia nucleare iraniana” e non ha lesinato espressioni di sostegno allo Stato ebraico.

”Se Israele dovesse agire per conto proprio per impedire che l’Iran venga a dotarsi di quelle capacita’, il Governatore Romney rispetterebbe quella decisione” ha detto il suo consigliere Dan Senor. Ma, in una sorta di battaglia elettorale a distanza per conquistare i favori della lobby ebraica, anche il democratico Barack Obama ha fatto sentire a Gerusalemme in maniera eloquente la propria presenza.

Ad Haaretz – probabilmente ispirato da Washington – ha pubblicato un articolo in primo piano secondo cui il suo consigliere per la sicurezza nazionale Dan Donilon avrebbe illustrato a Netanyahu, in dettaglio, i progetti elaborati dagli Usa per attaccare le infrastrutture nucleari in Iran se le altre strade fallissero. In precedenza Obama aveva firmato nuove intese di cooperazione militare che nel ministero israeliano della difesa vengono descritte come ”una pietra miliare” nei rapporti bilaterali.

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