Russia-Cina, manovre militari extralarge: 300mila soldati, 36mila cingolati….

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2018 12:47 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2018 12:47
Russia e Cina, manovre militari extralarge: 300mila soldati, 36mila cingolati....

Russia-Cina, manovre militari extralarge: 300mila soldati, 36mila cingolati…. (foto Ansa)

MOSCA – Russia e Cina hanno dato il via alle manovre militari più imponenti dalla fine della Guerra Fredda. Teatro d’azione, la Siberia, l’immenso territorio che si estende a est dei monti Urali fino all’Oceano Pacifico. A nord c’è il Polo, a sud Mongolia e Cina.

Alle manovre, etichettate Vostok-2018, prenderanno parte quasi 300.000 soldati, 36.000 tra carri armati, blindati e altri veicoli, oltre 1.000 elicotteri, aerei e droni. Per essere esatti, i russi parlano di 297.000 soldati, 1.000 aerei Sukhoi Su-34 e cacciabombardieri Su-35 , elicotteri d’attacco e droni e 80 navi provenienti da 2 flotte russe del Pacifico e quella del Nord incluse fregate dotate di missili, impiegate in Siria, truppe aeree, 36.000 carri armati.
Le manovre si svolgeranno nei distretti Centrale e Orientale della Russia fra Volga, Urali e Siberia. L’esercitazione si protrarrà fino al week-end.

Per alcuni esperti, i numeri sparati dal ministro della Difesa russo Sergei Shoigu sono esagerati. Ma nessuno sottovaluta il valore della partecipazione della Cina in termini politici e di prospettiva storica.

Anche se Pechino ha mandato solo 3.200 soldati del PLA, Esercito Popolare di Liberazione, i 900 carri armati, cannoni, 30 aerei ed elicotteri nella vicina Russia, a est del Lago Baikal, nei pressi di Tsugol, segnano un nuovo livello di cooperazione militare.

Difficile capire le conseguenze a lungo termine. La Cina è l’impero emergente, l’unica potenza in grado di combattere gli Usa. La Russia è in calo demografico, con addosso l’eredità di inefficienza e corruzione del sistema comunista sovietico; unica vera grande risorsa il petrolio. Per la Cina, il territorio su cui si svolgono le manovre militari congiunte è spazio di naturale espansione e conquista. Non è che i russi hanno fatto come il pastore che invitò il lupo a farsi un giro nell’ovile?

Quali che siano gli sviluppi futuri, indubbiamente i tempi sono ben calcolati: mentre entreranno in azione i soldati russi e cinesi nell’estremo oriente russo, a Vladivostok, al quarto Forum economico dell’Oriente, il presidente Vladimir Putin accoglierà il presidente cinese Xi Jinping. Le immagini dei soldati e la stretta di mano dei presidenti faranno il giro del mondo e, soprattutto, rappresentano un messaggio per gli Stati Uniti.

La risposta occidentale si annuncia un po’ miserella. In Norvegia, alla fine di ottobre, una delle più grandi manovre degli Alleati dal termine della Guerra Fredda,  sarà quella di addestrare 40.000 soldati di 30 paesi NATO e paesi partner.

Pochi però credono ai numeri lanciati dai russi. Se fossero veri, vorrebbe dire lo spostamento di un terzo dell’intero esercito russo. Ma nella Russia orientale non esiste una simile quantità di tecnologia militare, per cui avrebbe dovuto essere trasportata dal versante europeo. Per settimane il tentativo avrebbe bloccato tutte le vie di trasporto.
Significativa, come detto sopra, la partecipazione cinese.

Finora, la Cina, fornita anche da Mosca con sistemi di difesa aerea S-400 e caccia Su-35, con la Russia ha partecipato solo a piccole esercitazioni come manovre navali o addestramento anti-terrorismo. Il fatto che la Repubblica popolare vicino alla Mongolia sia ora coinvolta in una grande manovra della Russia, è un segnale forte.

Questa più stretta cooperazione è vista con particolare sospetto dal Giappone, alleato degli Stati Uniti, in conflitto sia con Pechino sia con Mosca. Il principale avversario della Cina ora sta discutendo con la Russia riguardo alle isole Curili: costituiscono l’arcipelago che si trova tra l’estremità nordorientale dell’isola giapponese di Hokkaidō e la penisola russa della Kamčatka e sono strategicamente ed economicamente significative.

Mentre Mosca e Pechino continuano ad avvicinarsi, Tokyo sta osservando ma i due Paesi sentono la pressione di Washington e dell’Occidente. Il presidente USA Donald Trump aveva annunciato che avrebbe esteso la guerra commerciale nei confronti della Cina, la seconda economia più grande. In seguito alle sanzioni di USA ed Europa a Mosca sull’annessione della Crimea e la guerra in Ucraina orientale, dal 2014 la Russia sempre più spesso si schiera con la Cina.