La Russia invia una flottiglia di undici navi da guerra verso la Siria

Pubblicato il 11 luglio 2012 13:24 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2012 19:47

Navi da guerra russe

MOSCA, RUSSIA – La Russia ha annunciato di aver inviato una flottiglia di undici navi da guerra nel Mediterraneo orientale, alcune delle quali approderanno in Siria. Si tratta della più grande manifestazione di forza russa nella regione da quando è cominciata la ribellione contro il regime del presidente Bashar al-Assad quasi 17 mesi fa. La metà delle navi posso trasportare centinaia di marine.

Secondo gli osservatori l’annuncio è inteso a sottolineare lo sforzo russo di essere un partecipante decisivo nel risolvere la rivolta antigovernativa in Siria, ultima sua alleata nel Medio Oriente e che ospita Tartus, l’unica base militare straniera dell’ex-Unione Sovietica. L’annuncio è giunto il giorno dopo in cui Mosca ha notificato la sospensione di nuovi invii di armamenti ai militari siriani fino al termine del coflitto.

La Russia ha occasionalmente inviato navi per compiere manovre nel Mediterraneo orientale, e dal dicembre 2011 al febbraio 2012 ha mantenuto in quelle acque  la portaerei Admiral Kutsnetsov. Ma le insolitamente grandi dimensioni della flottiglia viene considerato un messaggio non solo alla regione, ma anche agli Stati Uniti e agli altri Paesi che appoggiano i ribelli che cercano di rovesciare il regime di Assad.

Tartus è attualmente poco più di una stazione di rifornimento con qualche baracca. Ma se i russi dovessero rafforzarla e stazionarvi truppe, essa potrebbe essere in grado di prevenire un eventuale intervento militare occidentale contro le forze di Assad.

L’annuncio russo non ha suscitato reazioni a Washington. ”La Russia mantiene una base di rifornimento nel porto siriano di Tartus – ha dichiarato ai giornalisti Tommy Vietor – un portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale – e allo stato dei fatti non abbiamo ragione di ritenere che l’invio della flottiglia sia un fatto fuori dell’ordinario. Per maggiori dettagli rivolgetevi ai russi”.