Russia, il governo Medvedev si dimette. Si va verso la riforma della Costituzione

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 15 Gennaio 2020 17:45 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2020 18:14
Russia, il governo Medvedev si dimette. Si va verso la riforma della Costituzione per un Putin ad libitum

Da sinistra, Dmitri Medvedev e Vladimir Putin (Ansa)

MILANO – La Russia si avvia verso una nuova riforma della Costituzione, che attualmente prevede che il presidente Vladimir Putin nel 2024 dovrà lasciare per il limite dei due mandati consecutivi. E il governo guidato da Dmitri Medvedev si dimette. 

Parlando con il presidente dopo il suo discorso all’Assemblea Federale (il Parlamento della Federazione russa), Medvedev ha detto di “ritenere giusto, sulla scia delle proposte di modifica della Costituzione, che il governo rassegni le dimissioni”. “Dopo l’adozione di tali emendamenti si avranno cambiamenti significativi non solo in una varietà di articoli costituzionali, ma nell’equilibrio del potere, in particolare in quello esecutivo, legislativo e rami del potere giudiziario”, ha detto il primo ministro dimissionario. “In questo contesto, è evidente che noi, in quanto governo della Federazione Russa, dovremmo offrire al presidente del nostro Paese l’opportunità di prendere tutte le decisioni necessarie in queste condizioni. Credo sia giusto che il governo della Federazione Russa si dimetta in conformità con l’articolo 117 della Costituzione russa”, ha aggiunto Medvedev, accogliendo il ringraziamento di Putin per il “lavoro svolto” anche se “non tutto è riuscito, ma del resto tutto non riesce mai appieno”.

Il presidente ha chiarito che la Russia “non ha bisogno” di una nuova Costituzione, poiché il suo potenziale “è ancora attuale”, ma è possibile procedere ad alcune modifiche per “bilanciare” meglio i poteri dello Stato. Tra le modifiche suggerite, il vincolo per il presidente “a non più di due mandati”, il divieto per gli alti funzionari ad avere “altri passaporti” oltre a quello russo, e il potere del Parlamento di nominare il premier e i ministri. Il tutto dovrà essere poi essere sottoposto a referendum.

Putin ha anche detto di voler concedere alla Duma (la Camera bassa del Parlamento russo) il potere di nominare il premier, i vice premier e i ministri, e ha aggiunto che la Russia dovrebbe comunque mantenere un forte sistema presidenziale e il capo dello Stato dovrebbe continuare ad avere il potere di rimuovere il premier e i ministri.

Il presidente russo ha quindi annunciato di voler creare la carica di vice capo del Consiglio di Sicurezza russo e assegnarla proprio a Medvedev. “Ritengo – ha detto Putin, citato dalla Tass – che sia possibile, e me ne occuperò nei prossimi giorni, introdurre la carica di vice capo del Consiglio di Sicurezza. Come noto, il presidente è il capo del Consiglio di Sicurezza”. Putin ha quindi aggiunto che “Dmitri Medvedev si è sempre occupato di questi temi” come “il rafforzamento delle capacità difensive e della sicurezza”.

Putin ha poi proposto il capo del servizio fiscale federale russo, Mikhail Mishustin, alla carica di primo ministro. La Duma dovrà ora ratificare la nomina. (Fonti: Ansa, Tass, Ria Novosti)