Russia, polizia contro gli oppositori: arrestati 130 manifestanti

Pubblicato il 31 Agosto 2010 19:59 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2010 20:25

Gli Omon, le forze speciali russe

Pugno di ferro della polizia russa nei confronti di alcuni rappresentati dell’opposizione. Almeno 130 persone sono state fermate oggi a Mosca e a San Pietroburgo nel corso di varie proteste non autorizzate in favore della libertà di manifestare.

Il raduno nella capitale russa è stato disperso con brutalità dalla polizia che non ha esitato a usare i manganelli, come promesso ieri dal primo ministro Vladimir Putin che aveva confermato la linea dura sulle proteste dell’opposizione.

Alcuni deputati europei presenti alla manifestazione hanno definito ”sproporzionato” l’impiego delle forze dell’ordine: centinaia i poliziotti dispiegati nel centro della capitale russa. Le manifestazioni di oggi, sono state organizzate da diversi movimenti dell’opposizione e da alcuni organizzazioni in difesa dei diritti umani.

Da circa un anno, ogni 31 del mese si tengono in Russia raduni di questo tipo. Il riferimento è all’articolo 31 della Costituzione che legifera sul diritto a manifestare. Scandendo slogan come: ”La Russia sarà libera”, o ”La Russia senza Putin”, decine di oppositori si sono radunati nel centro di Mosca sulla piazza Trioumfalnaia, malgrado il divieto imposto dal sindaco della città.

Un portavoce della polizia ha precisato che una settantina di persone sono state fermate: tra questi anche Boris Nemtsov, esponente di spicco dell’opposizione, ed ex vicepremier del governo russo di Boris Ielstin, oltre al capo del partito nazional-bolscevico e scrittore Edouard Limonov.

Stando alla Radio Echo di Mosca, alcuni manifestanti sono stati ”brutalmente picchiati” da parte della polizia che ha usato anche reparti e unità speciali del ministero dell’Interno. A San Pietroburgo, circa 300 persone sono scese in piazza sulla Prospettiva Nevski, e una sessantina di loro sono state fermate, secondo fonti della polizia citate dall’agenzia Ria.