Russiagate, Instagram il social media che ha avuto un ruolo maggiore nella campagna pro-Trump

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 20 Dicembre 2018 9:10 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2018 9:38
Russiagate, Instagram il social media che ha avuto un ruolo maggiore nella campagna pro-Trump

Russiagate, Instagram il social media che ha avuto un ruolo maggiore nella campagna pro-Trump

MILANO – Sarebbe Instagram il social media che ha giocato il ruolo maggiore nella campagna di disinformazione che, secondo gli Stati Uniti, sarebbe stata messa in piedi dalla Russia per influenzare il voto durante le ultime elezioni americane del 2016. E’ quanto sostengono due rapporti bipartisan della Commissione intelligence del Senato americano che si basano sull’analisi di milioni di post forniti dalle stesse aziende coinvolte.

La campagna, scrive Statista.com, sarebbe stata comandata dalla Internet Research Agency (IRA) guidata da Evgeny Prigozhin, con sede a San Pietroburgo, che avrebbe ricevuto informazioni direttamente dal Cremlino su come agire. 

L’organizzazione avrebbe spostato il baricentro della propria strategia da Facebook e Twitter a Instagram, che del resto è il social media che sta conoscendo un maggiore successo negli ultimi anni. Una decisione che sarebbe stata presa, secondo Statista.com, anche in seguito alla cattiva stampa riguardo le attività russe su Facebook e Twitter. 

Sempre secondo i dati riportati da Statistica.com, Instagram avrebbe generato 187 milioni di interazioni con contenuti IRA, mentre quelli di Facebook e Twitter sarebbero stati rispettivamente 77 e 73 milioni. Su Instagram sono state individuate 20 pagine controllate dalla Ira che hanno ricevuto 39 milioni di like e 31 milioni di condivisioni e 133 falsi account.

I due dossier (uno preparato dalla Oxford University in collaborazione con l’azienda di analisi dei dati Graphika, l’altro dalla Columbia University con la società texana di cyber sicurezza New Knowledge) parlano di una diffusione capillare di fake news, immagini, video e messaggi fuorvianti mirati a portare alla vittoria di Donald Trump.