Santoni arruolati per curare Chavez

Pubblicato il 26 ottobre 2011 20:19 | Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2011 20:34

CARACAS, 26 OTT – ''Mi iscrivo nella lista di quanti sono stati miracolati, grazie a Dio e Cristo''. Cosi' il presidente Hugo Chavez in un'ennesima telefonata ad un canale tv durante la quale pero' non nasconde di essersi rivolto pure ai santoni. Ma non alla magia nera come vociferano i suoi avversari. In merito al cancro che lo ha colpito Chavez ha specificato: ''A chi vuole il mio male e dice che moriro' in un anno non auguro lo stesso. Ma dico loro che mi sento bene. Che le analisi lo confermano e che devo solo stare attento per evitare che la malattia, riappaia come l'influenza''.

Il capo dello Stato ha quindi annunciato che appoggera' finanziariamente la costruzione di un santuario per il medico Jose' Gregorio Fernandez, di cui la tv stava parlando perche' oggi ricorre il 174/anno della nascita. E che i venezuelani ritengono un santo, pur se in Vaticano e' tutt'ora in corso il processo di beatificazione e canonizzazione.''Mi pongo sotto il suo manto'', ha specificato Chavez. Che, la settimana scorsa, al ritorno da Cuba dove si e' sottoposto a nuovi esami dopo aver subito quattro chemio, ha adempiuto alla promessa di visitare il santuario del Santo Cristo de la Grita, a cui i cattolici venezuelani accorrono per i loro voti.

Pur se, come moltissimi altri in America Latina dove il sincretismo religioso e' diffusissimo, Chavez ricorre anche ai santoni. Lo scorso 27 settembre, quand'era a L'Avana per il quarto ciclo di chemioterapia, i 'santeros' cubani e venezuelani, all'unisono, hanno suonato i tamburi degli avi africani e ballato per chiedere agli 'orishas', le loro divinita', in una cerimonia chiamata 'bilongo', di intercedere per la sua salute.

''Chavez – assicura il suo biografo, lo scrittore Modesto Guerrero – ha professato l'animismo nelle sue piu' diverse espressioni fin da giovane. Anche frequentando i Tepuyes nella grande spianata del sud est del Paese, scalando con loro una collina per parlare con le stelle''. ''Cosi' come – aggiunge – dialoga quotidianamente con le sue guide spirituali, Simon Bolivar e Maisanta (un malavitoso che, agli inizi del secolo scorso, ha partecipato ai moti rivoluzionari di allora ndr.)''.

Ma non solo. Per gli avversari, Chavez ricorre anche alla magia nera. Assicurano infatti che il suo impegno per recuperare i resti di molti eroi dell'indipendenza venezuelana (da Bolivar a Francisco de Miranda a Manuela Saenz), e' dovuto al fatto che in presunti riti, cercherebbe di trarre da loro 'l'energia'' governare. ''Pure follie'', assicura pero' Guerrero.