Da Selena Gomez a Elton John, gelo russo sulle popstar occidentali “pro-gay”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 26 settembre 2013 15:02 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2013 15:04
Da Selena Gomez a Elton John, gelo russo sulle popstar occidentali "pro-gay"

Elton John e il marito David Furnish (Foto Lapresse)

MOSCA – Sulle popstar occidentali arriva il gelo della Russia. Motivo del contendere: i diritti delle persone omosessuali. Da Madonna a Lady Gaga, fino al caso più recente di Selena Gomez, sono molte le star della musica americana e non solo che hanno criticato Mosca per la piega omofoba che sta prendendo con questo terzo mandato di Vladimir Putin. 

Madonna e Lady Gaga sono state criticate per aver parlato durante i loro concerti a favore della libertà dei gay, che in Russia non è un concetto tanto scontato. Per evitare il rischio a Selena Gomez non è stato concesso il visto, e così sono saltate le date del tour a Mosca e San Pietroburgo. E alla fine la popstar ha annullato anche le date in Ucraina e Bielorussia.

La cantante americana Cher, icona del mondo gay, ha declinato senza nemmeno pensarci due volte l’invito a cantare ai Giochi Olimpici invernali di Sochi, sul Mar Nero.

Adesso anche Elton John è in forse. Lui ha detto di voler tenere i suoi concerti fissati a dicembre, prima a Mosca e poi a Kazan. Ma in Russia alcuni genitori hanno lanciato una petizione per chiedere a Putin di vietare le sue esibizioni. Del resto lui stesso aveva condotto una campagna per i diritti dei gay nel Regno Unito e in Ucraina dopo che Kiev gli aveva negato il diritto di adottare un bambino proprio perché sposato con una persona dello stesso sesso.

A scanso di equivoci, visto il fioccare di critiche alla nuova legge contro la propaganda omosessuale, che di fatto impedisce qualunque discorso o gesto favorevole alle coppie gay, Mosca ha pensato bene di cambiare la normativa che equiparava gli artisti stranieri agli scienziati e agli sportivi, agevolando l’ingresso in Russia con un visto “umanitario”. Adesso i cantanti devono chiedere un comune visto di lavoro, che comporta lungaggini burocratiche non da poco, compreso il certificato medico, con tanto di attestato di negatività al virus dell’HIV.

Del resto l’omosessualità in Russia è stata depenalizzata solo dopo il crollo dell’Unione Sovietica, nel 1991, ma tutt’oggi il governo ha il diritto di arrestare stranieri gay o “favorevoli ai gay” e tenerli in carcere fino a due settimane prima di espellerli. E non si tratta solo di un atteggiamento imposto dall’alto. Secondo l’indipendente centro studi Levada, la maggioranza dei russi è favorevole alla nuova legge contro la propaganda gay, e il 40% ritiene che le persone omosessuali avrebbero bisogno di farsi curare. A prescindere da quel che pensano Madonna e Lady Gaga.