Shutdown Usa, che succede? Che lavoratori rischiano, chi ci perde…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 gennaio 2018 8:22 | Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2018 8:22
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Il secondo anno della presidenza Trump si è aperto con lo shutdown (foto Ansa)

WASHINGTON – Gli Stati Uniti sono ufficialmente in shutdown dopo che il bilancio non è stato approvato dal Senato. Lo shutdown si verifica quando il Congresso non approva la legge che rifinanzia le attività amministrative federali. L’ultimo shutdown risale all’ottobre del 2013, durò 16 giorni e coinvolse 850 mila dipendenti federali, che furono messi temporaneamente in congedo.

Generalmente il governo federale cerca di continuare a garantire i servizi essenziali, come la sicurezza nazionale e quella pubblica, la giustizia, la sanità, le pensioni, il traffico aereo. Non tutti i dipendenti di questi settori però continuano ad essere pagati. Ecco cosa potrebbe succedere da domani:

ESERCITO.

Il Pentagono ha anticipato che il personale militare in servizio attivo resterebbe al suo posto ma non sarebbe retribuito finché il Congresso non approva una nuova legge. Nessun effetto quindi sulle operazioni in Afghanistan o contro l’Isis in Siria e in Iraq ma il segretario alla Difesa James Mattis ha ammonito che ci sarebbero conseguenze sulle operazioni di addestramento, manutenzione e intelligence. Metà degli 800 mila dipendenti civili sarebbe messa a riposo senza paga.

GIUSTIZIA.

Il dipartimento ha un piano di emergenza in base al quale circa 95 mila dei suoi quasi 111 mila dipendenti continuerebbero a lavorare. Le corti federali, compresa la corte suprema, resterebbero aperte.

SANITA’.

I servizi essenziali dovrebbero essere garantiti, come successe nel 2013, quando fu bloccato solo un programma contro la diffusione dell’influenza e la registrazione dei pazienti nelle sperimentazioni cliniche. Ma metà dei suoi 82 mila dipendenti potrebbero essere mandati a casa temporaneamente. E salterebbe il programma per la copertura sanitaria di 9 milioni di bambini (Chip), non più rifinanziato.

PENSIONI.

Gli assegni dovrebbero essere pagati regolarmente e gli uffici dovrebbero rimanere aperti anche se con servizi limitati.

FISCO.

Nel 2013 furono fu messo a riposo il 90% dello staff e furono ritardate dichiarazioni dei redditi per 4 miliardi di dollari.

POSTE.

Nessun problema, perché non sono finanziate dalla legge di bilancio per le operazioni day-to-day.

TRAFFICO AEREO E FERROVIARIO.

Non dovrebbe esserci un grande impatto, nel 2013 i controllori di volo e gli addetti alla sicurezza restarono al loro posto. Possibili ritardi nei controlli.

PARCHI NAZIONALI.

Dovrebbero chiudere, come successe nello shutdown precedente, quando ai visitatori furono dati due giorni per lasciare i parchi, con una perdita di 750 mila ospiti al giorno e un danno di 500 milioni di dollari.

BORSA.

Uno shutdown avrebbe conseguenze su metà delle autorità che controllano i mercati finanziari ma la Borsa dovrebbe essere in grado di continuare le sue operazioni.

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