Siria. Usa, Gb e Francia approvano accordo, ma Russia rifiuta Capitolo 7

Pubblicato il 17 settembre 2013 10:30 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2013 10:30
Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov

PARIGI, FRANCIA – Ad appena tre giorni dall’accordo russo-americano, Mosca e le potenze occidentali – Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia – tornano a mostrare profondi segni di divisione sulla Siria. Riuniti a Parigi, il presidente francese, Francois Hollande, e i capi delle diplomazie americana e britannica, John Kerry e William Hague, hanno definito ”essenziale” l’approvazione di una ”risoluzione forte e vincolante” all’Onu, che preveda, in base al capitolo 7 della Carta Onu, un eventuale ricorso alla forza nel caso in cui il regime di Bashar al Assad non rispetti i suoi impegni sulle armi chimiche.

”Se verra’ meno ai suoi doveri, ci saranno delle conseguenze. Se la diplomazia dovesse fallire, l’opzione militare e’ sempre sul tavolo”, ha detto il segretario di Stato americano. Una posizione che ha suscitato l’immediato ‘niet’ di Mosca. ”Sono certo che malgrado tutte le dichiarazioni che provengono da alcune capitali europee, la parte americana si atterra’ strettamente a cio’ che e’ stato deciso, come un partner serio”, ha replicato – a stretto giro di posta – il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov”.

E ha aggiunto: ”Se qualcuno vuole minacciare, cercare un pretesto per colpire, questa e’ una strada che suggerisce agli oppositori di Damasco che da loro ci si aspetta una nuova provocazione, ed e’ anche un modo che rischia di mandare a monte definitivamente la prospettiva di Ginevra 2”, la conferenza di pace che la comunita’ internazionale sta cercando di organizzare per porre rimedio alla crisi siriana.

Quanto alle ”dichiarazioni di alcuni dei nostri partner sulla necessita’ di agire con urgenza, ho anche sentito a fine settimana una risoluzione con capitolo 7 – ha attaccato Lavrov – e cio’ mostra un’incomprensione di cio’ che abbiamo deciso con Kerry, e anche il rifiuto di leggere quel documento”. ”I nostri colleghi americani – ha concluso – avevano molta voglia che questa risoluzione fosse adottata con il capitolo 7. Ma il documento finale che abbiamo approvato e che costituisce la nostra road map per un reciproco impegno, non contiene un tale riferimento”.

Un’interpretazione distante anni luce, dunque, da quella di Kerry, che da Parigi ha spiegato che l’accordo ”impegna totalmente” Washington e Mosca a imporre delle ”misure in base al capitolo 7 in caso di non applicazione” della risoluzione. Da Bruxelles, dove si trovava per una riunione sulla Somalia, il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha detto che sulla Siria ”serve una risoluzione del Consiglio di Sicurezza piuttosto forte”. L’accordo Lavrov-Kerry per mettere sotto controllo le armi chimiche di Bashar al Assad, ha aggiunto la Bonino, è ”un passo avanti, ma tutto da verificare e abbastanza in salita”’.

La Francia ha anche annunciato una riunione internazionale a fine settembre a New York con l’opposizione siriana, particolarmente contraria all’accordo russo-americano concluso a Ginevra. La partecipazione della Russia a quella riunione e’ ancora tutta da vedere.