Usa preparano iniziative segrete per aiutare opposizione siriana

Pubblicato il 30 Dicembre 2011 19:14 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2011 19:14

Dimostrazione contro regime Assad

WASHINGTON, STATI UNITI – L’amministrazione Obama sta ”segretamente preparando varie opzioni segrete per assistere l’opposizione siriana”. Lo riferisce la rivista Foreign Policy, sottolineando che le autorita’ americane ”si stanno muovendo in modo cauto per capire le complesse dinamiche del Paese prima di un coinvolgimento piu’ forte”.

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale americano avrebbe avviato informalmente contatti con le altre agenzie statunitensi per valutare le opzioni a disposizione per aiutare l’opposizione della Siria. Le altre agenzie coinvolte sarebbero il Dipartimento di Stato, la Difesa e il Tesoro: le persone coinvolte sarebbero solo un piccolo gruppo per evitare la fuga di informazioni.

Le opzioni che si stanno valutando includono la creazione di un corridoio umanitario per i civili vicino al confine con la Turchia, l’ampliamento dell’assistenza umanitaria per aiutare i ribelli siriani, la formazione di un gruppo di contatto internazionale o la nomina di uno speciale coordinatore per lavorare con l’opposizione siriana.

Gli osservatori della Lega Araba che controllano l’osservanza di un piano di pace con il presidente Bashar al-Assad hanno continuato a sorvegliare varie parti della Siria ma le violenze contro i manifestanti non si sono fermate, a quanto riferisce la Bbc. Gli attivisti che vogliono rovesciare il regime hanno riferito che almeno 10 persone sono sate uccise giovedi nelle città di Homs, Hama ed altrove.

Nel frattempo, secondo quanto si è appreso, il regime ha liberato 755 persone arrestate durante la rivolta contro Assad che dura da nove mesi. La televisione di stato ha detto che sono stati rilasciati ”perchè le loro mani non sono sporche di sangue”.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, oltre cinquemila persone sono state uccise duranta la sanguinosa repressione delle proteste. La Russia continua ad intralciare quello che il Coinsiglio di Sicuezza delle Nazioni Unite avrebbe dovuto fare mesi fa: condannare il regime di Assad ed imporre dure sanzioni economiche e commerciali contro il presidente ed i suoi alleati nell’esercito e nella comunità degli affari.