Siria consegnerà armi chimiche a Onu. Stop alla guerra. Idea di Usa e Russia.

di Ugo Caltagirone
Pubblicato il 9 settembre 2013 21:54 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 22:00

NEW YORK – (Ansa) Forse Obama non bombarderà più la Siria, dopo che Assad ha accettato la proposta russa di consegnare il proprio arsenale chimico alla comunità internazionale. Russia e Siria ora sperano che la decisione possa bloccare l’iniziativa Usa di un intervento militare.

Da Washington arriva un segnale di apertura:

”Esamineremo in maniera approfondita la proposta russa”.

 

Gli Usa continuano a fare la faccia feroce, ma si capisce che Obama e Kerry hanno tirato un sospiro di sollievo.

Siria: armi chimiche a Onu, idea Usa, Russia garante, Assad ok. Non più bombe?

Il ministro degli esteri Sergej Lavrov con il suo omologo siriano Walid al-Muallem (AP Photo/Ivan Sekretarev)

Il segretario di Stato, John Kerry, ha già sentito telefonicamente il suo omologo russo. Ma sia Casa Bianca che Dipartimento di Stato avvertono: vogliamo vedere le carte, ma non siamo disposti ad accettare perdite di tempo.

La mossa del Cremlino, annunciata dal ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, arriva mentre negli Usa si procede a tappe forzate per arrivare a un sì del Congresso alla decisione di attaccare presa dal presidente Barack Obama.

A innescare gli ultimi sviluppi è stata proprio un’uscita del capo della diplomazia americana, nel corso di una conferenza stampa a Londra:

”Assad potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche alla comunità internazionale entro la settimana prossima”.

In molti hanno subito visto in queste dichiarazioni un’apertura da parte dell’amministrazione statunitense. Il Dipartimento di Stato – temendo che le parole di Kerry potessero mettere in imbarazzo la Casa Bianca – è intervenuto per correggere il tiro:

”Quella del segretario di Stato era solo un’argomentazione retorica, perché Assad è un dittatore brutale di cui non ci si può fidare”. Fatto sta che a stretto giro di posta da Mosca è arrivata – nel corso di una conferenza stampa congiunta – la doppia dichiarazione dei ministri degli esteri russo e siriano.

Lavrov ha invitato Damasco a raggiungere un accordo per mettere i propri depositi di armi chimiche sotto il controllo internazionale, con l’obiettivo di distruggerle. Al regime di Assad è stato anche chiesto di aderire pienamente all’organizzazione internazionale per il divieto delle armi chimiche con sede all’Aja.

Il ministro degli esteri siriano, Walid al Muallim, non ha perso tempo: ”Prendiamo in seria considerazione l’offerta del ministro Lavrov e abbiamo quindi deciso di accogliere l’iniziativa russa. Per noi le vite dei nostri cittadini e la sicurezza del nostro Paese sono una priorità. E confidiamo nella saggezza delle autorità russe che stanno cercando di evitare un’aggressione americana contro il nostro popolo”.

A questo punto – a tre giorni dalla spaccatura fra Russi, Americani e accoliti, registratasi al G20 di San Pietroburgo – tutto sembra tornare in gioco.

I nuovi sviluppi sono stati salutati con grande soddisfazione dal segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon:

”Tra le proposte che intendo fare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite  c’è quella di inviare immediatamente le armi chimiche presenti in Siria in un posto sicuro all’interno del Paese dove possono essere distrutte”.

La giornata aveva avuto inizio all’insegna dello scontro, con Assad che in un’intervista alla Cbs aveva sfidato Obama rivolgendosi direttamente agli americani. Gli americani in grande maggioranza sono contrari a un intervento militare contro Assad (6 su 10). A loro martedì sera il presidente Obama parlerà dallo Studio Ovale:

”Se ci sarà un attacco contro la Siria aspettatevi risposte a tutto campo”, aveva detto il presidente siriano, tornando a minacciare una guerra che potrebbe infiammare l’intera regione mediorientale.