Siria, basi russe attaccate da droni. Mosca: “Aereo Usa in zona, strana coincidenza…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 gennaio 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2018 0:11
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Siria, basi russe attaccate da droni. Mosca: “Aereo Usa in zona, strana coincidenza…”

MOSCA –  Lo sciame di droni utilizzati per attaccare due basi militari russe in Siria nella notte tra il 5 e 6 gennaio erano talmente high-tech da lanciare attacchi con la massima precisione ma non avrebbero potuto esser realizzati senza l’assistenza straniera, ha sostenuto il ministero della Difesa russo.

Il capo del dipartimento droni del ministero, generale Alexander Novikov, ha detto che i droni usati nelle incursioni differivano dal tipo rudimentale usato in precedenza dai ribelli in Siria.

Gli attacchi richiedevano la conoscenza di dati di navigazione satellitare che non sono disponibili su Internet, complessi lavori di ingegneria ed elaborati test, ha detto Novikov.

“In condizioni precarie è impossibile la realizzazione di droni di questo tipo. Il loro sviluppo e uso richiede il coinvolgimento di esperti con una formazione specifica nei Paesi che fabbricano e usano droni”.

Il ministero ha riferito che il raid di sabato scorso nella base aerea di Hemeimeem, nella provincia di Lattakia, e nella struttura navale russa nel porto di Tartus ha coinvolto 13 droni: sette sono stati abbattuti dai sistemi di difesa aerea e gli altri sei costretti ad atterrare da unità elettronica da guerra russa.

Di questi sei, tre sono esplosi quando sono precipitati a terra e altri tre sono stati catturati intatti, ha detto il generale che, nel corso di un briefing, ha presentato due droni apparentemente insignificanti ma dotati di un’elettronica all’avanguardia.

“L’assemblaggio e l’utilizzo di droni è un compito ingegneristico difficile che richiede “formazione speciale, know-how in varie aree scientifiche ed esperienza pratica nella creazione di questi dispositivi”, ha detto Novikov.

Ha aggiunto che i droni hanno bisogno di un software speciale e sono stati progettati appositamente così che possano funzionare in modo efficiente monitorando l’altitudine, la velocità di volo e il vento. I droni, che trasportavano ordigni esplosivi con micce detonanti esterne, sono fabbricati solo in un certo numero di Paesi, compresa l’Ucraina. Non possono essere fatti in “condizioni improvvisate”, ha detto il generale.

Sebbene non abbia indicato alcun Paese specifico, il ministero della Difesa si è riferito in precedenza alla “strana coincidenza” di un aereo dell’intelligence militare statunitense presumibilmente bloccato nel Mediterraneo vicino alle basi russe, proprio quando ha avuto luogo l’attacco. Il Pentagono ha negato qualsiasi coinvolgimento, scrive il Daily Mail.