Siria: cecchino ribelle uccide il generale Jama’a Jama’a, capo degli 007 di Assad

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2013 16:35 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2013 16:47
Siria: cecchino ribelle uccide il generale Jama'a Jama'a, capo degli 007 di Assad

Il generale Jama’a Jama’a, capo degli 007 di Assad

DAMASCO, SIRIA – Un cecchino delle forze ribelli ha ucciso il capo dei servizi segreti militari della Siria, Jama’a Jama’a, uomo di fiducia di Bashar al-Assad.

La fonte della notizia è la Sana, l’agenzia di stampa siriana, che ha comunicato che il generale Jama’a è stato ucciso nella città di Deir el-Zor, capoluogo della provincia a nord-est della Siria. Una zona ricca di petrolio che Assad pensava di avere quasi in pugno.

La morte di Jama’a invece segna un punto a favore dei ribelli, in una guerra che va avanti da due anni e mezzo.

La reazione di Assad non si è fatta attendere: l’agenzia Reuters parla di combattimenti durati tutta la notte e di bombardamenti aerei delle forze lealiste contro le città del nord-est della Siria.

Lookout news è stato il primo sito, in Italia, a riprendere la notizia, rilanciata ai media di tutto il mondo dalla Reuters:

“Deir el-Zor, cittadina della Siria orientale, è un inferno di fuoco in questi ultimi giorni. Qui c’è stato un crescendo di attacchi aerei da parte del regime e si sono registrati feroci scontri nelle ultime notti e in diversi quartieri della città, tra le forze governative e i ribelli qaedisti di Jabhat Al Nusra (cui, secondo le fonti, avrebbe partecipato anche la sigla sconosciuta Liwa al-Fatihun min Ard al-Sham).

Proprio per questo motivo, il generale Jama’a Jama’a, alto ufficiale dell’intelligence militare, si era recato sul posto. E, secondo testimoni, sarebbe stato raggiunto da un cecchino della Brigata Aisha bin al-Sadiq, nel distretto di Rashdiya.

I media statali non hanno fornito dettagli sull’accaduto ma hanno parlato di “martirio avvenuto nell’esercizio delle sue funzioni nazionali per difendere la Siria e la sua gente”. Mentre altre fonti riferiscono l’ipotesi secondo cui sarebbe stato uno dei suoi uomini ad avergli sparato e, dunque, il generale potrebbe essere rimasto vittima di fuoco amico.

In ogni caso, il generale Jama’a – che si ritiene fosse nativo di Jableh, cittadina della provincia costiera di Latakia – era considerato tra i più potenti uomini del Paese e vantava un’amicizia personale con il presidente Bashar al-Assad. Nel 2005 era al comando del quartier generale dell’intelligence militare siriana nella capitale del Libano, Beirut, quando l’ex primo ministro libanese Rafik Hariri venne assassinato con un’autobomba.

Jama’a Jama’a era in missione nel Paese dei Cedri sin dal 1976: Damasco e, di conseguenza il generale, hanno sempre negato qualsivoglia coinvolgimento nell’assassinio del premier Hariri (anche se cinque membri del gruppo sciita Hezbollah, alleato del regime di Damasco, sono stati incriminati proprio per tale motivo) ma, nel 2006, anche il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti inserì il generale Jamaa nelle blacklist per il suo personale supporto ai gruppi terroristici e per il ruolo destabilizzante svolto dai militari e dall’intelligence siriana al suo comando, ai danni del Libano e del Medio Oriente.

Mentre ci s’interroga sulla morte del generale – un duro colpo per i lealisti – continua l’escalation di violenza in tutta la Siria e i combattimenti proseguono in diverse parti della provincia e della città stessa di Dier el-Zor, la più grande della Siria orientale con i suoi 200mila abitanti circa”.