Siria. Curdi in trappola: dal cielo le bombe di Erdogan, sul terreno fuoco Isis

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2019 8:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 13:24
Siria. Curdi in trappola tra Erdogan e Isis

Artiglieria turca nel nord-est della Siria (Ansa)

ROMA – L’aviazione turca ha ripreso stamani a bombardare aree nel nord-est della Siria a ridosso della frontiera. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya citando i propri corrispondenti nella zona tra Qamishli e Tall Abyad. E’ stata colpita l’area di Tall Abyad e di Ras al Ayn, epicentro dell’offensiva turca.

Miliziani Isis attaccano al confine le forze curdo-siriane

Miliziani affiliati all’Isis hanno attaccato nelle ultime ore forze curdo-siriane nella zona di confine con la Turchia dove è in corso l’offensiva turca. Lo riferiscono fonti curdo-siriane vicine all’amministrazione autonoma curda del nord-est siriano. Secondo le fonti, gli scontri sono in corso a sud di Ras al Ayn. Non è possibile verificare in maniera indipendente le informazioni provenienti dalle parti coinvolte nel conflitto.

Ankara: colpite 181 postazioni di terroristi (curde) in Siria

“Le forze militari turche hanno colpito finora 181 postazioni appartenenti alle organizzazioni terroristiche nel nordest della Siria come parte dell’Operazione Fonte di pace” scattata oggi (ieri, ndr.) contro i curdi. Lo ha annunciato il ministero della Difesa turco, citato dall’agenzia Anadolu, riferendosi alle forze curde che la Turchia giudica appunto “terroristi”.

Il governo di Erdogan non ha indicato il numero dei combattenti mandati oltre frontiera. Ma al confine le forze di terra erano già ammassate con decine di blindati, almeno 5 mila soldati delle forze speciali d’assalto, che possono contare su 18 mila combattenti arabi e turcomanni dell’Esercito siriano libero cooptati da Ankara.

Senato Usa pensa a sanzioni e blocco beni Erdogan

Iniziativa bipartisan al Senato Usa per imporre sanzioni alla Turchia se non ritira il suo esercito dalla Siria nella sua operazione contro le forze curde. L’obiettivo è imporre all’amministrazione Trump di congelare i beni in Usa dei più alti dirigenti turchi, compreso il presidente Erdogan e i suoi ministri degli esteri, della difesa, delle finanze, del commercio e dell’energia. Le misure punitive colpirebbero anche le entità straniere che vendono armi ad Ankara, come pure il settore energetico turco.

Siria: per i curdi 15 morti di cui 8 civili

Secondo i curdi, i raid aerei hanno già provocato la morte di diversi “civili” nei villaggi frontalieri, dove si è scatenato “il panico”. Almeno 15 i morti, di cui 8 civili, hanno riferito fonti locali.

E la risposta curda, per ora, si è limitata ad alcuni colpi di mortaio sparati verso la frontiera turca. Immediata è giunta la condanna internazionale, dall’Ue all’Onu fino a Russia e Iran, i partner turchi nei negoziati di Astana sulla Siria.

E anche Donald Trump, pur ribadendo il disimpegno Usa da queste “stupide guerre”, ha definito l’offensiva “una cattiva idea” e chiesto che la Turchia rispetti “tutti i suoi impegni”, tra cui “proteggere i civili, le minoranze religiose, inclusi i cristiani, e assicurare che non ci sarà alcuna crisi umanitaria”, oltre che “garantire che tutti i combattenti dell’Isis catturati restino in prigione e che l’Isis non rinasca in nessun modo o forma”. (fonte Ansa)