Siria, Di Maio convoca l’ambasciatore turco. “Cessare ogni azione unilaterale”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2019 17:35 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 17:35
Siria, Di Maio convoca l'ambasciatore turco. "Cessare ogni azione unilaterale"

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (Foto Ansa)

ROMA  –  L’attacco turco alle zone della Siria nord-orientale abitate dai curdi provoca ripercussioni anche nei rapporti tra Roma e Ankara. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha convocato alla Farnesina l’ambasciatore turco in Italia. 

In una nota la Farnesina sottolinea che, nel riaffermare l’importanza della cessazione di ogni azione unilaterale, l’Italia ribadisce che l’unica strada percorribile per una soluzione duratura alla crisi siriana è rappresentata dal processo politico in corso sotto gli auspici delle Nazioni Unite.

La minaccia di Erdogan

La decisione è arrivata a poche ore dalle minacce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan all’Unione europea. “Se l’Ue ci accuserà di occupazione della Siria e ostacolerà la nostra operazione militare, apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi”, ha detto il capo di Stato, parlando ai leader provinciali del suo Akp.

Erdogan è poi tornato ad accusare Bruxelles di non aver rispettato le “promesse”, perché non ha ancora trasferito la seconda tranche di 3 miliardi di euro di aiuti per la gestione dei rifugiati siriani, prevista dall’accordo del marzo 2016, rivendicando che la Turchia avrebbe invece speso “40 miliardi di dollari”.

Erdogan ha anche rinnovato le critiche all’Ue per non aver accettato la Turchia come Paese membro. “Dal ’63 fino a ora ci avete tenuti occupati”, ha detto il presidente turco, riferendosi all’accordo di associazione che quell’anno ha stabilito le relazioni formali tra Ankara e le istituzioni europee.  

Migliaia di civili in fuga

Con l’escalation del conflitto in Siria decine di migliaia di civili sono in fuga dalle zone di combattimento. L’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, chiede alle parti di rispettare il diritto internazionale umanitario. “I civili e le infrastrutture civili non devono essere un obiettivo” raccomanda l’Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati Filippo Grandi.

Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, con base nel Regno Unito, sono circa 60mila gli sfollati siriani fuggiti nelle ultime 36 ore dalle zone dell’offensiva turca nel nord-est della Siria. I civili sono in fuga in particolare dalle zone di Darbasiye e Ras al Ayn. La direzione dello sfollamento è verso sud e sud-est, verso la città di Hasake. (Fonte: Ansa)