Siria. Marina militare Usa rafforza la sua presenza nel Mediterraneo

Pubblicato il 24 agosto 2013 19:15 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2013 19:15
Navi da guerra Usa

Navi da guerra Usa

WASHINGTON, STATI UNITI – La marina militare americana amplia la propria presenza nel Mediterraneo a causa della situazione in Siria, secondo quano riferiscono i media citando un rappresentante del Dipartimento della Difesa.

La presenza sara’ rafforzata con la nave da guerra USS Mahan. Ma nonostante il rafforzamento, la U.S. Navy – affermano fonti del Dipartimento della Difesa – non ha ricevuto ordini per prepararsi a operazioni militari. Gli Stati Uniti stanno valutando una serie di opzioni per rispondere alle informazioni giunte dalla Siria su un possibile uso di armi chimiche contro i civili, fra queste – riporta la Reuters – attacchi dal mare.

Il generale Martin Dempsey, capo degli Stati Maggiori Riuniti delle forze armate americane, potrebbe presentare sabato le opzioni militari per un attacco alla Siria nel corso di un incontro alla Casa Bianca. Lo riporta la Cbs. Ma Dempsey – in un documento dei giorni scorsi citato dalla stampa americana – ha espresso perplessita’ su un eventuale intervento militare perche’ ritiene che i ribelli non sosterrebbero gli interessi americani.

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D’altra parte, la Casa Bianca conferma quando affermato dal presidente Barack Obama sul fatto che non ci sara’ un dispiegamento di forze armate di terra Usa sul suolo siriano. Si ipotizza un bombardamento dal mare. Il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha affermato che gli Stati Uniti stanno muovendo le forze navali prima di qualsiasi decisione del presidente Obama su una possibile azione militare in Siria, dopo quello che sembra un utilizzo di armi chimiche contro i civili. ”Il Dipartimento della Difesa ha la responsabilita’ di fornire al presidente la possibilita’ di scegliere qualsiasi alternativa” ha detto Hagel ai giornalisti in viaggio con lui verso la Malesia.

E’ una amministrazione ”profondamente divisa” quella che ha iniziato a valutare potenziali risposte militari al presidente siriano Bashar al-Assad, secondo quanto scrive il New York Tomes citando rappresentanti della Casa Bianca. Il Pentagono, il Dipartimento di Stato e le agenzie di intelligence hanno avuto un incontro di oltre tre ore e mezzo alla Casa Bianca giovedi, per deliberare sulle opzioni. La riunione si e’ chiusa senza una decisione, in seguito alle divisioni di chi ha sostenuto l’invio di un messaggio duro ad Assad e di chi invece ritiene un’azione militare ora non cauta e non tempestiva.