Siria. Obama cerca difficile soluzione yemenita con l’aiuto di Putin

Pubblicato il 27 Maggio 2012 18:39 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2012 20:50

Il dittatore siriano Bashar al-Assad

WASHINGTON, STATI UNITI – Il presidente Barack Obama proporrà una soluzione alla yemenita, cioè con una transizione morbida, per risolvere la crisi in Siria, premendo per la partenza del presidente Bashar al-Assad, ma lasciando parte del governo al potere.

Lo scrive con rilievo il New York Times, secondo cui la proposta verrà illustrata da Obama al presidente russo Vladimir Putin quando i due si incontreranno il mese prossimo.

La Russia si è opposta finora a qualsiasi cambiamento di regime ed auspica una soluzione negoziata tra governo e ribelli, attualmente impossibile. Il piano Obama prevede invece una soluzione politica negoziata che possa soddisfare l’opposizione, lasciando però al potere parte del governo di Assad.

L’obiettivo della Casa Bianca è di mettere in piedi una transizione simile a quella in corso nello Yemen. Dopo mesi di violenze il presidente Ali Abdullah Saleh ha accettato di lasciare il potere cedendo il controllo del Paese al suo vice Agbdu Rabbu Mansour Hadi, attraverso un accordo negoziato con i paesi arabi vicini. Hadi, pur essendo in seguito stato eletto, viene percepito come un leader di transizione.

Se Putin accetterà la proposta di Obama, dopo aver ostinatamente sostenuto Assad, secondo gli analisti è incerto. Ma la Russia si trova a che fare con forti pressioni internazionali intese a convincerla a collaborare per la rimozione del dittatore siriano, che ignorando anche i tentativi di pacificazione della Lega Araba, continua la sanguinosa repressione del suo popolo.

Sabato l’artiglieria di Assad ha bombardato Houla causando la morte di oltre 100 persone, inclusi 32 bambini. Secondo le stime delle Nazioni Unite e di osservatori internazionali, da quando la rivolta popolare è cominciata nel marzo dello scorso anno le vittime della repressione sono oltre diecimila.