Siria aggira sanzioni su petrolio tramite collaborazione con banche russe

Pubblicato il 15 agosto 2012 12:38 | Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2012 12:38

NEW YORK, STATI UNITI – Per aggirare le sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea alla Siria sulle transazioni petrolifere e finanziarie, il regime di Damasco si e’ rivolto ad alcune banche russe, secondo il Wall Street Journal che ha potuto visionare i relativi documenti del governo siriano che riguardano un periodo compreso tra marzo e i primi di luglio.

Si tratta di un carteggio che comprende la corrispondenza tra il governo e alcune compagnie straniere, di cui tutte le parti citate contattate dal Wsj non hanno negato l’autenticita’. Riguardano in particolare transazioni petrolifere, scrive il giornale, ricordando che la Siria produce circa 360 mila barili di greggio al giorno, di cui, al netto del fabbisogno interno, 150 mila sono disponibili per l’esportazione, per un valore ai prezzi attuali di circa 380 milioni di dollari al mese.

In una lettera dell’inizio di luglio all’allora premier siriano Riad Hijab (che ha poi defezionato il 6 agosto), il governatore della banca centrale, i ministri del petrolio e delle finanze e il responsabile della compagnia petrolifera di Stato Sytrol affermano che dall’inizio dell’anno, nonostante le sanzioni, la Sytrol ha potuto assicurarsi 11 contratti per la vendita di petrolio siriano.

Allo stesso tempo, la Sytrol ha potuto raggiungere accordi per l’acquisto della meta’ del fabbisogno siriano di diesel, necessario per l’industria militare. Altri documenti visionati dal Wsj mostrano che almeno fino al maggio scorso ”entita”’ citate nelle liste delle sanzioni imposte da Usa e Ue stavano concretamente considerando di compiere transazioni commerciali attraverso banche russe.

In particolare il giornale cita la Gazprombank e Novikombank; ma precisa che non e’ chiaro se pagamenti a favore di Damasco siano effettivamente transitati per i due istituti. Precisa altresì che non si sa quali compagnie siano coinvolte negli 11 contratti che nella lettera si dice siano stati firmati dall’inizio dell’anno.

Altre carte mostrano che attraverso la Russia sono stati affrontati anche i problemi logistici creati dalle sanzioni. Nei documenti si puo’ vedere che acquirenti russi di petrolio siriano hanno programmato di trasportare il greggio su petroliere di Singapore o di proprieta’ russa e di far ricorso a societa’ di assicurazione russe per le relative polizze. Infine, il giornale cita anche altre carte da cui si deducono transazioni con un’azienda petrolifera dell’Angola e una del Sudafrica.